aldo giovanni e giacomo fuga da reuma park

 

di Gordon Brasco

Ve li ricordate Aldo, Giovanni e Giacomo ai tempi de «Tre uomini e una gamba» (del 1997)? I tre venivano dal successo televisivo ed erano così gasati che non vedevano l’ora di sfondare anche sul grande schermo. Il botteghino gli diede ragione e per anni quel film fu un riferimento costante sia per incassi che per il nuovo modo di fare cinema comico all’italiana, dove al posto delle gag pecorecce di Boldi-De Sica si prefigurava una nuova stagione in stile Carlo Verdone degli esordi. Le cose sono andate avanti e mentre il trio di comici milanesi si spegnava di fronte a un flop dietro l’altro (vi devo proprio ricordare alcuni terribili film come «Il cosmo sul comò» o «La leggenda di Al, John e Jack»?) quella di Checco Zalone esplodeva come una supernova cancellando qualsiasi cosa fosse mai stata fatta prima, record d’incassi compresi. Aldo, Giovanni e Giacomo ci riprovano anche quest’anno, chiaramente sotto Natale, a tirare fuori la testa dal letargo ma i risultati non sono esaltanti: in primo luogo la sceneggiatura sembra scritta per piacere a un pubblico dai sessanta in su… probabilmente vista la loro incapacità di rivolgersi con le loro gag a un pubblico giovane si sono adattati e hanno puntato tutto sul geriatrico. Scenette divertenti ma per lo più sottotono fanno cornice a una storia che lascia per lo più indifferenti non solo per la difficoltà di immedesimarsi nelle vicende ma soprattutto perché il sentimento suscitato dai tre comici è più quello di pietà-tenerezza che di ilarità-cazzeggio.

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Riso amaro Non voglio dire che non si ride, anzi, ma è un riso più amaro che liberatorio, qualcosa che in fin dei conti lascia dell’angoscia piuttosto che alleggerire gli animi. Dialoghi surreali e non certo innovativi rispetto alle già note dinamiche del trio compensano però tutte le lacune della regia e della fotografia messa in campo senza grande fantasia o voglia di stupire, peccato, perché il copione dava spazio a soluzioni che avrebbero potuto essere davvero peculiari. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo me no: va bene è Natale e i cinema sono pieni di cinepanettoni raccapriccianti ma non per questo dovremmo buttare i soldi sul meno peggio. La storia è abbastanza divertente, le gag abbastanza coinvolgenti, il finale abbastanza azzeccato… non siete già stufi di tutti questi «abbastanza»? I film comici dovrebbero essere geniali, particolari, ispirati, magari anche esagerati e scioccanti, dovrebbero dar sfogo a una verve recitativa esplosiva capace di animarci e cambiarci l’umore. Questo «Fuga da Reuma Park» vi farà sorridere a volte ma della genialità del 1997 non c’è più traccia, perciò se vorrete aspettare di vedervelo una domenica pomeriggio stravaccati sul divano di casa con calzettoni e copertina di flanella avrete tutta la mia comprensione.

Un film di Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Morgan Bertacca. Con Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Silvana Fallisi, Salvatore Ficarra. Commedia, Ratings: Kids+13, durata 90 min. Italia 2016. Medusa.

Trama: Ci troviamo in un futuro non molto lontano: Giovanni non può più contare su una memoria di ferro, Giacomo è sulla sedia a rotelle e Aldo viene lasciato solo la mattina di Natale. I tre s’incontrano in una bizzarra casa di cura all’interno di un vecchio luna park dismesso, il Reuma Park, dalla quale cercheranno di scappare ideando una rocambolesca fuga.

Perugia
Gherlinda: 15.50 / 18.00 / 20.10 / 22.20
Uci Cinemas Perugia: 17.30 / 20.10 / 22.30

Terni
The Space: 15.00 / 17.30 / 19.50 / 22.10

2 replies on “«Fuga da Reuma Park»: con Aldo, Giovanni e Giacomo un riso più amaro che liberatorio”

  1. Allora: fuga da reuma park o meglio fuga dal cinema èun film che creano i primi registi esordienti. Si nota perdita di smalto risate “assicurate”e anche l’idea di aggiungere sketch vecchi che in realtà sono sempre di quell’annanno quando sono andati in tuor. Un film morto.

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