di Gordon Brasco

I fratelli Coen hanno sempre usato nei loro film migliori paesaggi eccentrici e selvaggi, è il loro marchio di fabbrica….siamo passati da Blood Simple a Fargo e a Non è un paese per vecchi fino a questo Inside Llewwyn (barbaramente tradotto in A proposito di Davis). Solo che qui a fare da sfondo alla tormentata storia di Llewyn Davis c’è tutto il sottobosco dello show business del Greenwich Village nei primi anni ’60, un ambiente spietato, cupo eppure traguardo assoluto di chi il sogno di sfondare nella musica non può abbandonarlo semplicemente perché talmente radicato nel proprio essere da risultargli impossibile. I fratelli Coen non rinunciano alla loro carica di umor nero, alla presa in giro e al dileggio ma come tutta la loro opera anche questa vena sarcastica è maturata, probabilmente in modo evidente già con il film A Serious Man (del 2009), diventando più amara e adulta, come un vecchio saggio che non rinuncia alla battuta pur non avendo nessuna voglia di far ridere.

Esrcizio di sopravvivenza È un esercizio di sopravvivenza alla vita quindi, un insegnamento filosofico che forse non tutti apprezzeranno ma che risulta la normale evoluzione di uno stile cinematografico in continua crescita e sperimentazione. Se c’è una morale in questo film è forse quella che vuole ricondurre la vita di un artista a una semplice e banale regola: un bravo musicista deve saper essere presente nel posto giusto al momento giusto, ma uno davvero grande sa piegare gli eventi per emergere a discapito di tutto. In quest’ottica tutte le peripezie del protagonista assumono un’ottica diversa e risultano decisamente più autoinflitte che subite per colpa della sfortuna. Llewyn Davis è una figura negativa ma empaticamente vicina a tutti noi, le sue frustrazioni sono le nostre e il suo reagire scontroso alla vita che lo mette in un angolo ogni volta che prova ad alzare la testa non possono che rendercelo «simpatico».

Arte e business Ottima anche l’intuizione dei due registi nel condire il tutto con la seconda chiave di lettura del film, ovvero la difficile (se non impossibile) convivenza tra arte e esigenze commerciali, un dubbio atroce che prima o poi tutti gli artisti hanno dovuto affrontare. Ottima la prova di Oscar Isaac: uno capace di passare da filmetti come The Bourne Legacy (regia di Tony Gilroy del 2012) a interpretazioni come questa merita davvero un applauso convinto. Insomma vale la pena spendere dei soldi per questo film? Secondo noi sì: si tratta dei fratelli Coen, registi che nel bene e nel male stanno imprimendo nella cinematografia mondiale un’impronta indelebile con film ragionati, mai banali, magari un po’ criptici ma sempre interessanti. Questo Inside Llewwyn Davis ne è un ulteriore tassello: cupo, ironico, dolce e tragico ma sicuramente imperdibile per tutti i cinefili incalliti.

Un film di Joel Coen, Ethan Coen. Con Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, Ethan Phillips, Robin Bartlett. Titolo originale Inside Llewyn Davis. Drammatico, durata 105 min. USA, Francia 2013. Lucky Red.

Trama: Llewyn Davis, chitarra al seguito, stretto nella sua giacca nel tentativo di difendersi dallo spietato inverno newyorchese è tormentato da ostacoli che sembrano insormontabili, alcuni dei quali creati da lui stesso. Affidandosi alla generosità di amici e sconosciuti per vivere in città, arrabbattandosi con lavori qualsiasi, Llewyn parte per un viaggio che lo porterà dalle ‘baskethouses’ del Village (i caffè newyorchesi in cui i musicisti vengono pagati dal pubblico con soldi raccolti in un cestino) ad un club deserto di Chicago un’assurda odissea per un’audizione con un potente impresario musicale e poi di nuovo indietro a New York.

Perugia
Gherlinda: 15.45 18.00 20.15 22.30

Foligno
Multisala Clarici: 17.30 20.00 22.30

Terni
Cityplex Politeama Lucioli: 16.00 18.00 20.30 22.30

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