E’ stato proclamato beato a Roma papa Giovanni Paolo II. Ecco un ricordo prezioso di una sua visita a Perugia.
I giovani «Mi piace stare qui, mi piace molto: in questo ambiente stupendo… Parla il genio umano, parla il genio italiano, parla il genio cristiano, parlano i secoli… Anche Giovanni si sente meno solo e più giovane quando sta con i giovani!». Sono le belle e improvvisate parole di Papa Giovanni Paolo II pronunciate a Perugia, il 26 ottobre 1986, nell’affacciarsi su piazza IV Novembre stracolma di giovani dopo essersi raccolto in preghiera in cattedrale dinanzi all’icona della Madonna delle Grazie tanto cara e venerata dai perugini.
Messa all’ospedale di Perugia Il ricordo è dell’arcivescovo di Perugia Gualtiero Bassetti nell’apprestarsi a partecipare in Piazza San Pietro, domenica 1° maggio, alla beatificazione di Karol Wojtyla e nell’annunciare la celebrazione della Santa Messa di ringraziamento che presiederà a Perugia venerdì 13 maggio (ore 18), presso il monumento al Papa (piazzale Gambuli) dell’ospedale di Santa Maria della Misericordia. Il 13 maggio non è una data casuale, ricorre il 30° anniversario dell’attentato a Giovanni Paolo II in Piazza San Pietro e la comunità diocesana perugino-pievese si ritroverà attorno al suo pastore per celebrare l’Eucaristia dinanzi alla statua del Papa sofferente sorretto dalla Beata Vergine Maria.
Le sentinelle del mattino «La beatificazione di Giovanni Paolo II – evidenzia monsignor Bassetti – coincide anche con il 25° anniversario della sua visita alla città di Perugia e del primo storico incontro interreligioso ad Assisi di preghiera per la pace nel mondo. Nel discorso che il Santo Padre fece alla comunità perugina – aggiunge l‘arcivescovo – c’era l’auspicio di un maggiore impegno per la “nuova evangelizzazione” nelle parrocchie, con le famiglie, con i giovani, nel complesso mondo della cultura. Il recente Sinodo diocesano va in questa direzione, cioè quella di essere sempre più Chiesa e comunità cristiana missionaria al suo interno e nella società con una particolare attenzione ai giovani e ai “lontani”. E’ quanto Giovanni Paolo II fece nel suo lungo pontificato annunciando il Vangelo a tutti gli uomini, dialogando soprattutto con coloro che erano distanti da Cristo e dalla sua Chiesa e privilegiando il rapporto con i giovani, le “sentinelle del mattino”, e dando vita alle Giornate Mondiali della Gioventù, le “GMG”. Ai suoi funerali parteciparono numerosi capi di Stato e di Governo, ma soprattutto migliaia e migliaia di giovani, che dopo sei anni dalla morte li vediamo ancora fare la fila per accedere alla sua tomba a rendergli omaggio e a lasciare una preghiera scritta su un foglietto di carta. E questo non può non farci riflettere sulla sua santità».

