di Chiara Fabrizi
«Se non la smettete di trattarci come un organo di facciata, noi rassegniamo le dimissioni». Questo, in estrema sintesi, il messaggio contenuto nella pesantissima lettera inviata a Daniele Benedetti, presidente dell’Ati3 e sindaco di Spoleto, dal Comitato consultivo degli utenti dell’Ambito (Ccu). Chiedono risposte, vogliono certezze e soprattutto lamentano una carenza di partecipazione che, a loro dire, spoglierebbe l’organo di cui sono membri di qualsiasi potere consultivo.
I quesiti sulla Vus: presidente e direttore generale, quando? Li hanno votati all’unanimità nel corso dell’ultima riunione. E quindi sono tutti concordi circa la necessità di aver risposte chiare ed ufficiali sui quesiti inseriti nella missiva. In primis chiedono di conoscere i tempi entro i quali si procederà a nominare il presidente della Valle Umbra Servizi, poltrona vacante da qualche mese, da quando cioè l’ex numero uno Sergio Villa si è smarcato dagli imbarazzi firmando la lettera di dimissioni. La seconda questione interessa ancora la multiutility pubblica ed ha sempre a che fare con un incarico, quello di direttore generale. «Persiste l’ipotesi di nomina di un direttore generale della Vus?». In realtà l’interrogativo sbalordisce un po’. Sì, perché come noto tempo addietro la Valle Umbra ha proceduto ad affidare ad una società di consulenza il compito di scremare i tanti curriculum arrivati da mezza Italia e fornire una rosa di aspiranti dg su cui poi l’assemblea dei soci si pronuncerà. Non è dunque chiara la ragione per cui i soci Vus non dovrebbero più di punto in bianco essere intenzionati a procedere alla nomina di un nuovo dg.
I quesiti sulla gestione dei rifiuti Sul capitolo rifiuti, invece, il Ccu torna a calcare la mano sul capitolo Sant’Orsola, la discarica che per anni ha assorbito la spazzatura di Spoleto-Foligno e comuni limitrofi e che entro un paio di mesi non sarà più in grado di accogliere i rifiuti, causa colmazione. «Quale sarà il successivo percorso per lo smaltimento dei rifiuti?». Una domanda legittima e intorno alla quale negli ultimi mesi si sono formulate diverse teorie che vedrebbero confluire la spazzatura degli spoletini e dei folignati in un’altra discarica regionale, Le Crete di Orvieto o Borgo Giglione di Magione. Ipotesi che, come noto, comporterebbero un significativo l’aumento delle tariffe. Conferire in siti distanti diverse decine di chilometri, infatti, farebbe lievitare i costi di smaltimento.
La carenza di partecipazione Ed è proprio sul salasso che dal prossimo anno colpirà 120mila umbri che il Ccu arriva ad alzare la testa ma soprattutto la voce. O meglio, la stoccata arriva sulla non partecipazione ad una questione decisamente cruciale per le utenze. «I componenti del Comitato – si legge nella lettera indirizzata a Daniele Benedetti – venuti a conoscenza delle decisioni dell’assemblea dei soci dell’Ati3 circa l’aumento delle tariffe intendono sapere se l’organismo di cui fanno parte è titolare di una reale funzione consultiva (e pertanto preventiva rispetto alle decisioni che gli organi deliberanti devono assumere) o se ha una mera rappresentanza di facciata. In questa seconda ipotesi, tutti i componenti sono pronti a lasciare l’incarico non avendo alcuna possibilità tangibile di intervento». Le dimissioni, insomma, sono sul tavolo.

