di Chiara Fabrizi
C’è l’accesso agli atti negato sia da Vus che da Ati3, al centro dell’esposto che il M5s ha presentato alla procura della Repubblica di Spoleto, a cui si sono rivolti il senatore Stefano Lucidi e la consigliera comunale Elisa Bassetti per tentare di verificare i contratti in essere o scaduti tra la multiservizi pubblica Vus e Gestione servizi aziendali (Gsa) «partecipata al 10 per cento da Vus e legata a Gesenu». Ma nel mirino, in apertura di conferenza stampa, è finito il vicesindaco Maria Elena Bececco: «Non ha pronunciato una parola sull’ospedale, sui problemi post sisma delle scuole, né sulla depressione sociale che sta investendo Spoleto, tutte questioni di sua competenza, è doveroso chiederle le dimissioni».
Vus e Ati3 negano accesso agli atti Lucidi e Bassetti, affiancati dal presidente del comitato Rifiuti Zero, Marco Capoccia, hanno ricostruito i vani tentativi compiuti per approfondire il rapporto tra le due società: «Nel dicembre 2015 dopo l’interdittiva antimafia emessa su Gesenu – ha spiegato la consigliera – abbiamo presentato un’interpellanza a risposta scritta per chiedere lumi sui rapporti tra Vus e Gsa. Il Comune l’ha trasmessa sia alla multiservizi che all’Ati3. Vus nella risposta ci dice – ricostruisce Bassetti – che a Gsa sono affidate attività di comunicazione per il porta a porta, ma a metterci in allerta è il direttore dell’Ati3, Fausto Galilei, che nella sua risposta scrive “Gsa è riconducibile a Gesenu, si raccomanda la cessione immediata dei contratti”».
Vus, Gsa e Gesenu Le parole di Galilei suonano un campanello d’allarme in casa M5s e scatta la richiesta di accesso agli atti per verificare tutti i documenti relativi ad aggiudicazioni e affidamenti tra Vus e Gsa. L’istanza la presenta Bassetti a marzo sia a Vus che ad Ati3. La multiservizi pubblica non risponde, l’ambito invece lo fa a maggio negando la consegna dei documenti e adducendo questioni normative bollate come «infondate» dalla consigliera e dal senatore. Un secondo tentativo risale a giugno e viene compiuto dal consigliere regionale Andrea Liberati, ma l’esito è lo stesso: Vus non risponde e Ati3 accende il disco rosso. Da qui all’esposto in procura il passo è stato breve, mentre ha gioco facile Lucidi che deduce «Vus è fuori da ogni controllo» e poi tira in ballo la giunta del Comune, socio di Vus.
Lucidi tira in ballo il Comune Il mese scorso, precisamente il 9 febbraio scorso, il Comune di Spoleto attraverso il segretario generale ha infatti chiesto chiarimenti al direttore generale di Vus, Walter Rossi, su un centinaio di affidamenti diretti per beni e servizi forniti alla multiservizi nel corso del 2015, tra questi anche una mezza dozzina stipulati con Gsa per un valore complessivo di circa 111 mila euro relativi ad attività di comunicazione porta a porta ed educazione ambientali di Gs. La relazione del dg Rossi è stata recapitata al Comune venerdì scorso ed è in queste ore al vaglio dell’ente: «Per noi – dice il parlamentare M5s – le due questioni sono legate, ma stupisce che solo a febbraio 2017 il Comune attraverso il segretario generale abbia sollevato questione sugli appalti del 2015».
Bocciata la gestione dei rifiuti A fare le pulci in casa Vus è anche Capoccia, alla guida del comitato Rifiuti Zero, che solleva una serie di questioni: «La multiservizi negli anni non ha mai raggiunto gli obiettivi di raccolta differenziata fissati dalla Regione nonostante costi 5,8 milioni solo alla collettività spoletina. La raccolta avviene con modalità differenti a seconda delle zona di residenza, fermo restando che in aree popolose come viale Marconi non è ancora attivo il porta a porta e infatti né Spoleto né l’Ati 3 raggiungono il 50 per cento di differenziata. La gestione dell’igiene urbana è garibaldini e l’applicazione della tariffa puntuale lontana, mentre la discarica avrebbe dovuto essere già chiusa».
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