di Iv. Por.
E’ morto sotto rete, facendo la cosa che gli piaceva di più. Il mondo dello sport piange Vigor Bovolenta. Si è accasciato durante Macerata-Forlì. Giocò a Perugia due anni. A 37 anni lascia la moglie Federica Lisi, anche lei giocatrice di volley, e 4 figli.
L’ultima avventura di Vigor Si era rimesso in gioco in B2 con Forlì. E con Forlì, a Macerata, Stava giocando sabato. Si stava giocando il terzo set e toccava a lui battere. All’improvviso avrebbe detto «Mi gira la testa, aiutatemi che cado», poi si è toccato il petto, dal lato del cuore, e si è accasciato a terra. Inutili i tentativi di rianimarlo, così come il trasporto in ospedale. E’ morto così a 37 anni Vigor Bovolenta, grande campione di volley.
Cordoglio Cordoglio da tutto il mondo dello sport, che gli dedicherà un minuto di raccoglimento. Bovolenta ha lasciato il segno in molte città, tra cui Perugia, dove ha giocato tra il 2008 e il 2010 con l’allora Rpa Luigi Bacchi. «Il presidente dell’Umbria Volley, Claudio Sciurpa – si legge in una nota sul sito dell’Umbria Volley -, la società tutta, lo staff, i tifosi si stringono intorno alla famiglia Bovolenta per la prematura scomparsa di Vigor. Il centrale, ex azzurro, per due anni ha vestito la maglia della società umbra e, da tutti, si fece apprezzare per la grinta, per la professionalità e per la grande passione per la pallavolo. Sentite condoglianze alla famiglia da parte dell’Umbria Volley».
Nel dream team di Velasco Vigor Bovolenta era nato a Contarina in provincia di Rovigo il 30 maggio 1974. Dotato di un fisico imponente la sua carriera è stata grandiosa e costellata di successi, già nelle categorie giovanili. Campione d’Europa con la nazionale juniores nel 1992, ha esordito in quella assoluta con Julio Velasco, pochi giorni prima di compiere i 21 anni (a l’Avanail 3 maggio 1995 contro Cuba). In azzurro ha vinto tanto, arrivando a giocare la finale olimpica ad Atlanta 1996. 206 lepartite in cui ha fatto parte della nazionale, vincendo: l’argento olimpico nel 1996, la World Cup 1995, gli Europei 1995e 1999 (argento nel 2001 e bronzo 1997), tre edizioni della World League 1995, 1997 e 1999. Ha chiuso la sua carrierain nazionale giocando la sua seconda Olimpiade a Pechino 2008.
A Perugia 2 anni Altrettanto esaltante la sua carriera con il club. Ha esordito con il Messaggero Ravenna nel 1990. Con la maglia diRavenna ha vinto uno scudetto tricolore, 3 Coppe del Campioni, 1 Coppa Italia, una Coppa Cev e due SupercoppeEuropee. Poi la sua carriera e’ proseguita a Ferrara, Roma, Palermo, Modena (campione d’Italia 2001-02),Piacenza, Perugia, Forli’. Proprio in Romagna, la sua terra d’adozione, ha salutato la serie A e spinto dall’inesauribilepassione aveva deciso di rimanere in campo giocando in B2 ed iniziando una nuova carriera dirigenziale.
La scelta di Forlì Quest’anno un campione come lui ha scelto di restare a Forlì in B2. Ecco perché in una sua lettera aperta:
Nel momento in cui ho scelto Forlì sapevo che non sarebbe stato semplice; la società, mostrando serietà, ha deciso, nonostante il difficile momento economico generale, di proseguire l’attività e ripartire dai giovani attraverso una più modesta B2. Ho deciso comunque di rimanere qui, lavorando alla ricostruzione di questa squadra, convinto in questo anche dalla volontà di rimanere vicino alla mia famiglia, che mi ha fino ad ora sempre seguito nelle varie città in cui ho giocato. Dopo che loro sono stati al mio fianco, credo sia arrivato il momento che io cammini al fianco loro. Scegliere il progetto di Forlì significa per me rivestire anche un doppio ruolo. A quello di atleta, affianco infatti una nuova responsabilità nell’area marketing, una nuova avventura personale e professionale che mi permetterà di rimanere ancora nel volley giocato. Colgo l’occasione per mandare un saluto ed un ringraziamento a tutte le società dove ho giocato, Ravenna, Ferrara, Roma, Palermo, Modena, Piacenza, Perugia, Forlì; e a quelle squadre con cui ho avuto sfide avvincenti, sane ed esaltanti, per me e tutti i loro tifosi. Ho iniziato la mia carriera a 15 anni, allontanandomi da mio papà Gino, mamma Luciana e mia sorella Ambra, oggi scelgo di rimanere vicino a Federica e ai miei 4 bambini. Ringrazio tutti con un unico abbraccio per essermi stati vicini sempre, anche nei momenti meno semplici.

