Se il consigliere regionale Marco Squarta è agguerrito e crede fermamente che sia ora di dire basta a insulti, calci e pugni che sempre più spesso si registrano sui campi di calcio giovanile e nelle palestre, non stanno con le mani in mano i protagonisti del mondo dello sport e della scuola.

La puntata Dagli studi di Tef channel il consigliere regionale Squarta vuole ribadire un appello a istituzioni, scuola e Federcalcio per un ritorno alla piena legalità .«Per 25 anni ho calcato i campi del calcio dilettantistico, che ho amato con tutto me stesso, è necessario unire le forze ed arrivare ad una sintesi: le società debbono far sottoscrivere alle famiglie un patto d’onore, un codice etico che impone delle regole. Chi non le rispetta va punito e messo fuori dal gioco, genitore e ragazzi debbono essere allontanati». Alla trasmissione condotta da Mario Mariano, in onda domenica sul canale 12 alle 20.30 e lunedì, stessa ora sul canale 112, interverrà anche l’avvocato Marco Brusco, giudice sportivo della Lega nazionale dilettanti, che pur comminando ogni settimana sanzioni disciplinari pesanti, vuole precisare che «il movimento del calcio è ancora sostanzialmente sano. Tutto ciò che si può fare per riappacificare gli animi e far crescere la cultura sportiva è meritevole di essere preso in considerazione».

Ospiti Durante la puntata è previsto anche l’intervento di un ex calciatore del Perugia di metà degli anni 70, Paolo Sollier, uno dei protagonisti della prima storica promozione in serie A. Sollier, autore tra l’altro di un libro che ebbe molto successo (‘Calci, sputi e colpi di testa’), partecipa a dibattiti e convegni sullo sport e sulle complesse dinamiche che regolano i rapporti genitori-figli e quelle fra atleta e società sportive. Al dibattito interverranno anche gli istruttori di calcio Fabrizio Paffarini e Stefano Barchiesi e la docente e ricercatrice universitaria Francesca Fallarino che vuole proporre la propria esperienza professionale come modello di confronto con il mondo dello sport. Anticipa Paffarini insegnante da oltre 30 anni e selezionatore della rappresentativa dell’Umbria che ha partecipato al recente Torneo delle regioni: «Occorre insegnare ai giovani la centralità della persona, la società è colpevole in tutte le sue componenti di dialogare solo con la tecnologia, dobbiamo recuperare valori e momenti di condivisione. Ascoltare un ragazzo è un atto dovuto, un investimento prezioso». E la ricercatrice Fallarino: «I miei genitori, gente umile di paese, (Città della Pieve) mi hanno trasmesso la politica di un passo alla volta, per arrivare alla cattedra universitaria sono dovuta restare per molto tempo all’estero. Lo sport deve ricordarsi che va perseguita la cultura della sconfitta, del rispetto per l’avversario».

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