Al centro Ornella Bellini

La vendita di Villa Fidelia e di altri beni non dipende dalla Provincia ma dal governo o, meglio, dal patto di stabilità interno. Questo il succo della precisazione dell’assessore al Bilancio, Ornella Bellini. «Leggiamo sulla stampa – afferma – che la Provincia abbia messo in vendita alcuni immobili per fare cassa e per fare quadrare il bilancio dell’ente. Non è così. Il bilancio dell’ente quadra, è in equilibrio finanziario nonostante i feroci tagli che sono stati operati dalla manovra di agosto detta spending review. Tagli che si sommano ai minori trasferimenti decisi dal DL78/ 2010 e dalle manovre del 2011».

I conti dell’ente «Complessivamente – sottolinea l’assessore Bellini – le minori entrate decise dai vari governi  tra il 2010 ed il 2012 sono di oltre 15 milioni di euro. Milioni che la Provincia ha riequilibrato per intero nella fase di bilancio di settembre 2012. Questi tagli ammontano a circa il 20% delle entrate proprie della Provincia, escludendo ovviamente i trasferimenti da altri enti. Abbiamo quindi fatto un contenimento della spesa incredibile per rispettare gli equilibri finanziari di bilancio. Sfido qualunque altro ente pubblico o azienda privata a dimostrare il raggiungimento di questo obiettivo. Noi – puntualizza – dobbiamo vendere per stare dentro il Patto di stabilità interno, il quale non è una politica dell’ente, ma una decisione del Governo centrale inserita nel contesto di contenimento europeo della finanza pubblica».

Con la Provincia il Patto di stabilità è «particolarmente oneroso e non suffragato da reali possibilità di bilancio». Esso infatti, spiega Bellini, «prevede un obiettivo di saldo finanziario di circa 17 milioni di euro che la Provincia può ambire a raggiungere soltanto alienando una parte del suo consistente patrimonio, come tra l’altro sta facendo lo Stato ed altri enti pubblici. Quindi non si tratta di cattiva amministrazione provinciale o di sofferenze del bilancio, ma di parametri troppo alti ed antistorici (infatti il calcolo del Patto di stabilità prevede il 16,9% sulla media della spesa corrente degli anni 2006-2008) che sono oggettivamente al di fuori della portata del bilancio dell’ente». «Voglio anche sottolineare – conclude Bellini –  che, nonostante l’alto contenimento della spesa, questo ente ha dato rigorosa priorità al mantenimento dei servizi, ha continuato le manutenzioni nelle scuole, nelle strade e nel patrimonio. Certamente ha tagliato pesantemente su tutto il resto».

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