
di Daniele Bovi
Iniziate le operazioni alle 10, alle 10.15 nella sala ex giunta di Palazzo dei Priori era già tutto finito. Non sono state presentate offerte infatti per l’ultimo 20 per cento di azioni di Sipa (la società che gestisce sei parcheggi in città e oltre 1200 strisce blu) in mano al Comune di Perugia. La prossima settimana in giunta verrà portata la delibera con l’esito dell’asta (unica), e da lì si deciderà di procedere con una trattativa privata. Saba Italia, la società che fa capo agli spagnoli di Abertis e che detiene il 72% del pacchetto azionario, non ha deciso quindi di procedere all’acquisto delle oltre 104mila azioni in mano al pubblico. Non è detto però che la trattativa privata, che comunque si concluderà entro il 31 dicembre di quest’anno, non possa coinvolgere anche gli spagnoli.
Solo 4 offerte per i mini-lotti A differenza delle aste per immobili pubblici però, in questo caso non saranno ammesse offerte al ribasso: il prezzo, due milioni e 614mila euro, è e rimarrà quello fissato dal Comune. Nel piano di vendita elaborato da Palazzo dei Priori, 10mila azioni su un totale di 114mila erano state riservate al cosiddetto azionariato popolare. Dei cento lotti da cento azioni l’uno però (prezzo base 2.494 euro), solo quattro sono stati acquistati da semplici cittadini. In caso di acquisto del maxi-lotto, l’acquirente sarebbe stato obbligato ad acquisire anche quei lotti di azionariato popolare andati invenduti.
Le ragioni della cessione Dopo la cessione di quattro anni fa, quando il Comune passò dal 57 al 22% smettendo di fatto di essere il socio di maggioranza, l’idea di cedere anche l’ultima quota ha fatto capolino nella relazione previsionale programmatica 2010-2012, approvata come allegato al bilancio 2010. In essa viene detto che oltre alle dismissioni decise dopo la ricognizione voluta dalla Finanziaria 2008 (che impone di avviare le pratiche di dismissione delle partecipazioni in società «non strettamente necessarie al perseguimento delle finalità istituzionali»), «saranno valutate ulteriori dismissioni di partecipazioni in società di capitali quali ad esempio Sipa Spa». In seguito a quella ricognizione però il Comune, una volta individuati i due ambiti strategici in cui mantenere le quote, ossia quello dei servizi pubblici locali in senso stretto (gas, acqua, rifiuti, trasporti e così via) e quello che attiene lo sviluppo e la valorizzazione del territorio negli aspetti infrastrutturali (materiali e immateriali), e quindi economici, sociali e culturali, individuò le partecipazioni da mantenere o da dismettere.
