di Daniele Bovi
Nella pluridecennale e tribolata storia tra Comune di Perugia e Sipa, la società che gestisce l’intero sistema della sosta in città, a scrivere il nuovo capitolo è l’Autorità nazionale anticorruzione, guidata fino al 2019 dall’attuale procuratore di Perugia Raffaele Cantone. Al centro di una delibera di fine maggio di Anac, in cui si formulano una serie di raccomandazioni non vincolanti, ci sono le revisioni della convenzione che regola i rapporti con Sipa fatte dal Comune nel 2009 e nel 2017.
Presunte illegittimità L’Autorità, che si è attivata nel 2018 dopo un esposto (presentato dall’ex consigliera comunale del M5S Cristina Rosetti), ha avviato un procedimento di vigilanza che, dopo un lungo scambio di memorie e documenti, si è concluso con la delibera in cui Anac parla di «una serie di illegittimità asseritamente riscontrate – scrive Palazzo dei Priori – nelle due fasi di rinegoziazione del contratto di concessione e incentrate», a parere dell’Autorità, «in un’errata valutazione dei presupposti e delle condizioni poste a base del riequilibrio del pef (il Piano economico-finanziario, ndr) e della revisione della convenzione». Comunque sia, Palazzo dei Priori sottolinea che non sono «in alcun caso rilevabili e predicabili, nella vicenda, condotte illegittime e foriere di esborsi ingiustificati né nocumenti a carico dell’Amministrazione».
Nuova revisione L’Autorità ha concesso 45 giorni per comunicare quali soluzioni sono state adottate e il Comune, vista la complessità della materia, ha deciso di ingaggiare, con un compenso da 29 mila euro, lo studio legale romano Piselli&Partners. Nel frattempo Palazzo dei Priori nei giorni scorsi ha chiesto a Sipa di valutare un adeguamento della convenzione cercando così di accogliere i rilievi di Anac che, a proposito delle delibere del 2009 e del 2017, ha ravvisato «un non consentito ampliamento del perimetro delle aree in concessione». Per capire la storia occorre tornare al 2005, quando il Comune dichiara di pubblico interesse il project financing presentato da Sipa per la progettazione, realizzazione e gestione del parcheggio intermodale di Pian di Massiano, dove nel giro di tre anni sarebbe arrivato il capolinea del Minimetrò.
I DETTAGLI DELL’ACCORDO DEL 2017 COMUNE-SIPA
La storia Nel 2007 viene firmato il (contestatissimo) contratto quarantennale di concessione a favore di Sipa che prevedeva, come corrispettivo per la costruzione del parcheggio di Pian di Massiano e l’installazione di due ascensori al parcheggio Santa Margherita, la gestione e lo sfruttamento del parcheggio da 673 posti e 39 bus, la cessione del diritto di superficie su un’area edificabile per 90 anni, la gestione dei parcheggi e delle aree a parcometro e altro ancora, come le attività di controllo fatte dagli ausiliari e il servizio di rimozione dei veicoli. Al Comune, in cambio, va un canome composto da una quota fissa per ogni posto e una variabile correlata al fatturato. Nel 2009 però, poco dopo l’inaugurazione del Minimetrò, Sipa chiede di rivedere gli accordi a causa dei maggiori costi e dei minori ricavi (il parcheggio non diverrà mai a pagamento); richieste accolte solo a metà: il Comune concede un aumento di 5 centesimi all’ora e una tariffazione straordinaria di piazzale Umbria jazz durante Eurochocolate.
ROMIZI NEL 2017: «L’ACCORDO CON SIPA È MIGLIORE»
Il rinnovo Dopo molti anni, nel 2017, si arriva al rinnovo della convenzione (oltre 100 pagine di documenti) sulla base della quale Sipa, da parte sua, si impegna a portare avanti investimenti per due milioni (dai nuovi parcometri all’installazione di altre tecnologie fino alla riqualificazione del parcheggio del Mercato coperto) e ad abbassare le tariffe giudicate troppo alte (gli sconti sono del 20%), mentre il Comune permette la creazione – con contorno di polemiche andate avanti per mesi – di 223 nuove strisce blu in via Bistoni (in zona Cupa), in piazza Italia e in via Ripa di Meana, oltre che l’eliminazione della gratuità della sosta fra le 13 e le 16 a Elce, via dei Filosofi e Fontivegge. Tutti elementi che ora, sulla base dei rilievi di Anac, andranno ridiscussi.
Twitter @DanieleBovi
