Studenti dell'Università di Perugia (foto ©Fabrizio Troccoli)

di Chiara Fabrizi

L’Università di Perugia perde un posto, ma resta sul podio della categoria “grandi atenei”, cioè quelli che hanno tra 20 mila e 40 mila iscritti. Pubblicata la Classifica Censis, composta complessivamente da 70 graduatorie, elaborate tenendo conto di 963 variabili. Sondate anche le iscrizioni complessive di tutti gli atenei a prescindere dalla loro dimensione. La rilevazione del Censis risale ad aprile e quindi fornisce dati provvisori, seppur confrontati con quelli dello stesso mese 2023. Il risultato è un trend stabile, segnato da una flessione impalpabile delle iscrizioni, diminuite dello 0,2 per cento, che in valori assoluti significa 579 iscritti in meno in tutto il Paese. A livello territoriale sono cresciute le immatricolazioni soprattutto negli atenei del Sud e isole (+4,2 per cento) e a seguire in quelli del Nord-Est (+1,2), mentre sono diminuite, invece, in quelli del Centro (-3,6) e del Nord-Ovest (-2,5).

L’ateneo umbro nel 2023 si piazzava al secondo posto dei “grandi”, mentre quest’anno ha perso terreno ed è scivolato sul gradino più basso del podio. Analogo l’arretramento dell’Università di Pavia, che lo scorso anno guidava il ranking di riferimento e ora è seconda. I due atenei sono stati infatti scalzati dall’exploit dell’Università della Calabria, che il Censis ha collocato in cima alla classifica dei “grandi atenei”, riconoscendogli un punteggio di 92,2. Pavia, invece, si è fermata a 89,5 e Perugia a 87,7. Oltre alla posizione, anche la valutazione complessiva dell’ateneo umbro risulta inferiore al 2023, quando era 90,5. Se il podio è composto da Calabria, Pavia e Perugia, in top ten ci sono anche Parma, Cagliari, Salerno, Milano Bicocca, Roma Tor Vergata, Modena-Reggio Emilia e Genova.

In particolare a determinare il voto in pagella attribuito dal Censis sono sei macro indicatori: il primo è relativo ai Servizi, che a Perugia sono giudicati con 76 (Calabria 110 e Pavia 78); poi ci sono le Borse, che a Perugia hanno ottenuto 84 (Calabra 110 e Pavia 86); per le Strutture l’ateneo umbro incassa un punteggio di 88 (Calabria 86 e Pavia 95); per la Comunicazione e i servizi digitali, invece, Perugia è al top con un giudizio di 102 (Calabria 94 e Pavia 95); bene anche l’Internazionalizzazione, che vale un voto di 91 (Calabria 78 e Pavia 91); infine, in chiaroscuro l’occupabilità dei laureati, che a Perugia si ferma a 85 (Calabria 75 e Pavia 92).

Per quanto riguarda i “mega atenei”, quelli cioè con più di 40 mila iscritti, il Censis colloca sul podio Padova (89,5), Bologna (87,5) e Roma La Sapienza (84,3), con l’ateneo emiliano che dopo anni perde il primo posto. Seguono Palermo, Milano, Pisa, Torino, Firenze e Napoli Federico II.

Tra i pesi medi, vale a dire con numero di iscritti compreso tra 10 mila e 20 mila, a dominare è l’Università di Trento (94,5) seguita da Udine (93,2) e Sassari (91,7). In top ten l’Università delle Marche, Siena, Venezia Ca’ Foscari, Trieste, Brescia, Urbino e Salento.

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