di Ivano Porfiri
Nonostante i tagli e le politiche del governo, ma soprattutto nonostante le sciagurate scelte degli anni passati l’Università di Perugia sta rialzando, seppure con fatica, la testa. Ha meditato un anno il rettore Franco Moriconi, ha avviato la “sua” riforma, prima di puntare il dito contro i suoi predecessori. Nell’aria dell’aula magna addobbata per l’inaugurazione dell’anno accademico, tra ermellini e abiti di lusso, davanti all’onorevole “professore” Stefano Rodotà (che ha volato altissimo con una lezione su ‘Umano e Post Umano’), durante il discorso del Magnifico aleggiava nell’aria il nome di Francesco Bistoni. E non certo per raccogliere onori.
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Tagli e belle parole Moriconi ha esordito bacchettando le politiche governative di tagli. «A fronte di costanti e perentorie affermazioni del mondo politico sulla centralità delle Università per la ripresa complessiva del nostro paese – ha detto – conseguono, in maniera profondamente contraddittoria, politiche di tagli costanti, che negli ultimi lustri hanno penalizzato in maniera profonda e drammatica i fondi a nostra disposizione. Penso in primo luogo al perenne blocco degli stipendi (fermi da 7 anni, ndr), nonché, dal punto di vista generale, al taglio dei fondi destinati al funzionamento, alla didattica e alla ricerca».
Non è un’azienda Moriconi ha criticato «l’abitudine ormai affermata e diffusa di considerare l’Università come un’azienda, tradendo in ciò la natura più vera e profonda della tradizione culturale europea». Se questa visione eccessivamente «economicistica» dovesse affermarsi, l’Università si allontanerebbe dal compito per il quale è nata, cioè quello didattico e ciò «sarebbe una vera tragedia per tutta la nazione europea e per le nostre possibilità di futuro».
Research university errore epocale Oltre ai tagli, però, il rettore ha battuto forte sul tasto degli errori compiuti negli anni passati. «Forse – ha tuonato Moriconi – è bene ricordare come, solo pochi anni fa, all’interno dell’Università e nel silenzio generale di tutti, c’era chi giustificava il progressivo calo degli studenti, invocando il pretestuoso obiettivo della trasformazione del nostro ateneo in una ‘Research University’. Si trattò di una politica ben poco lungimirante, di cui l’istituzione e il territorio stanno ancora pagando amare conseguenze».
Si ricomincia a crescere Ma l’inversione di rotta c’è stata. Come? Ribadendo la «centralità degli studenti» anche con «recenti scelte in termini di costi di iscrizione fatte proprie dal Senato accademico e dal cda». Il riferimento è agli «sconti» in base al merito per iscrizioni e passaggio da laurea triennale a magistrale, come anche il sostegno alle famiglie colpite dalla crisi. E ciò si è tradotto in «un primo grande risultato, costituito dall’inversione dell’andamento delle iscrizioni» dopo un calo di molti anni». E Moriconi scommette in una crescita continua proseguendo nelle azioni intraprese. Tra queste gli importanti, anche se complicati, percorsi di accreditamento a livello nazionale e internazionale.
Ricerca Anche nella ricerca c’è stato, per il rettore, un cambio di passo. «Ora – ha rimarcato – con uno sforzo nemmeno paragonabile a ciò che negli ultimi anni era stato fatto, o forse sarebbe meglio dire non era stato fatto, siamo riusciti nell’impresa dell’accreditamento di 17 dottorati e dell’assegnazione di 106 borse». Così, «sia pure tra grandi difficoltà, siamo riusciti a dare inizio effettivo a un processo di reclutamento che entro il 2015 ci consentirà di assumere, in qualità di professori associati, più di 100 ricercatori abilitati».
Terni, Narni, Foligno e Assisi Inversione di rotta, rispetto agli ultimi anni bistoniani anche nelle politiche sulle sedi distaccate. «Ribadiamo – ha detto Moriconi – il ruolo fondamentale del polo di Terni, non solo con riferimento alla capacità di generare un aumento della presenza studentesca, ma anche di contribuire ad un rilancio effettivo di un’area così importante per la nostra Regione». Notevole soddisfazione, per il rettore, scaturisce anche dall’attività nelle sedi di Narni e Foligno. E su Assisi, non solo è stata riaperta Economia del turismo, ma «grazie a un accordo con il Comune, l’Università si impegna a organizzare a Palazzo Bernabei attività di carattere scientifico, didattico e culturale». «Non si tratta – ha chiosato – di replicare forme di presenza che in passato hanno dimostrato di non avere efficacia, ma di affermare la nostra disponibilità a sviluppare progetti precisi e innovativi che garantiscano un incremento del numero di studenti e una valorizzazione del territorio».
Sanità, alloggi e sport Un grazie il rettore lo ha poi rivolto alla Regione per la firma della convenzione per la costituzione delle due Aziende ospedaliere-universitarie. Tema al centro anche della visita del Senato accademico a Palazzo Donini con la presidente Catiuscia Marini in cui è stata sottolineata l’importanza e la positività delle relazioni e della cooperazione tra i due enti. Anche in tema di diritto allo studio, soddisfazione è stata espressa per il contributo di 30 milioni di euro dalla Regione per borse di studio e alloggi rivolti ad una platea di circa 4 mila studenti. «Puntiamo sui giovani talenti – ha detto la presidente Marini – erogando, fra le pochissime Regioni d’Italia, il 100% delle borse di studio agli studenti. Ogni anno impegniamo 30 milioni di euro per il diritto allo studio». Ed infine, Moriconi ha annunciato con soddisfazione l’avvio della realizzazione della “Cittadella dello sport e della salute” alla Pallotta a Perugia cioè un «vasto e moderno centro finalizzato allo svolgimento di attività didattiche, scientifiche, mediche e culturali legate allo sport».
Personale e studenti Appoggio alla linea del rettore è arrivata piena e convinta da parte delle altre componenti universitarie. La rappresentante del personale tecnico-amministrativo, Giuseppina Fagotti, ha lamentato le politiche di tagli e demonizzazione dei dipendenti pubblici da parte della politica. «Il risultato – ha detto – è un’istituzione in profonda sofferenza. L’Università ha bisogno di riforme ma non di quelle messe in campo finora». Ma Fagotti ha plaudito alla riforma organizzativa messa in atto da Moriconi. «Vediamo lo sforzo per risolvere i problemi e a questo lavoro va un pieno riconoscimento. La valorizzazione del personale passa attraverso il modello partecipativo. Ma questo va applicato anche in una modifica dello Statuto, che ha invece ridotto gli spazi di rappresentanza con una visione antiquata e regressiva che va capovolta». Anche il rappresentante degli studenti, Alberto Gambelli, ha rivendicato i successi dell’ultimo anno. Tra questi, le battaglie vinte per la rimodulazione delle rette e la rateizzazione, ma soprattutto l’approvazione della Carta dei diritti degli studenti e l’apertura della prima aula autogestita ad Economia: «Un successo – ha sottolineato – sancito dalle oltre 10 mila presenze in 6 mesi. Presto ne apriremo una a Terni».
