di Dan.Bo.
Tra poche ore l’Università degli studi di Perugia avrà un nuovo rettore. Oggi è infatti previsto il ballottaggio tra Massimiliano Marianelli e Daniele Porena: i seggi per il voto elettronico rimarranno aperti dalle 8.30 alle 18.30.
Al voto Alle urne sono chiamati 959 tra professori e ricercatori, 175 studenti che siedono nei diversi organismi di ateneo e 951 membri del personale tecnico-amministrativo. In caso di parità viene eletto il candidato con maggiore anzianità nel ruolo e, in caso di ulteriore parità, il candidato con maggiore anzianità anagrafica. Sulla carta non dovrebbe esserci partita. Marianelli ha chiuso il primo turno in testa con un largo vantaggio e, subito dopo, ha incassato l’appoggio di Luca Gammaitoni, terzo ed escluso dal ballottaggio per soli 9 voti. Tutti i favori del pronostico sono dunque da questa parte.
Il programma L’intesa tra i due professori è stata descritta come il frutto di una riflessione condivisa sul futuro dell’Ateneo, che si traduce in una visione comune su priorità e metodo di governo. Il progetto – hanno spiegato Marianelli e Gammaitoni negli ultimi giorni – si fonda sull’idea di un’università pubblica costruita con il contributo di tutte le componenti accademiche, attraverso relazioni autentiche, spirito di servizio e una forte attenzione alla persona. Al centro c’è l’impegno a non lasciare indietro nessuno, garantendo inclusione, ascolto e valorizzazione delle differenze.
Governo e ricerca Sul piano operativo, l’accordo prevede che Marianelli, se eletto, assegni a Gammaitoni la delega alla sanità (uno dei nodi centrali per il futuro rettore), con responsabilità sull’area medica e i rapporti con il mondo sanitario. È prevista inoltre una collaborazione attiva nella scelta dei delegati e nella definizione degli indirizzi strategici su temi chiave come la ricerca scientifica, la Terza missione e lo sviluppo dell’intelligenza artificiale all’interno dell’Ateneo.
Persone al centro Il programma condiviso ruota attorno ad alcuni principi fondamentali: centralità delle persone, miglioramento degli ambienti di studio e lavoro, integrazione tra didattica, ricerca e terza missione. Si punta a un’università dove il sapere circola liberamente e favorisce il dialogo tra discipline, con attenzione alla qualità e all’indipendenza della ricerca di base.
Semplificazione e benessere Altro punto chiave è la semplificazione delle procedure, da ottenere tramite una gestione più snella e trasparente. In quest’ottica, si prevede l’introduzione degli «Stati generali» dei Dipartimenti, pensati come strumenti di confronto costante e concreto tra tutte le componenti universitarie. Particolare rilievo viene dato al benessere della comunità, con azioni a favore del welfare, delle pari opportunità e del sostegno a chi è in condizioni di fragilità. Forte anche l’attenzione al ruolo attivo degli studenti, con l’obiettivo di rafforzarne la partecipazione e di migliorare la qualità della didattica e dei servizi.
Rappresentanza Il documento firmato da Marianelli e Gammaitoni riconosce inoltre la necessità di ampliare le rappresentanze negli organi decisionali dell’Ateneo, includendo in modo più sistematico personale tecnico-amministrativo, bibliotecari, Cel, dottorandi e giovani ricercatori; un nodo rimasto irrisolto negli ultimi anni. A questi ultimi si intende offrire percorsi chiari e stabili, nell’ottica di una valorizzazione effettiva del loro contributo e di una progressiva stabilizzazione.
Autonomia e internazionalizzazione Altro pilastro dell’intesa è il rafforzamento dell’autonomia dell’Ateneo, intesa come spazio libero per la formazione, la ricerca e la crescita culturale. In questa visione, il rettorato viene concepito come un ruolo di coordinamento collegiale, capace di valorizzare le deleghe e il lavoro dei Dipartimenti, in un clima di fiducia e corresponsabilità. La dimensione internazionale è infine parte integrante della proposta. Si guarda a un’università aperta al mondo, attiva nelle reti europee e globali, ma radicata nel territorio, con attenzione particolare alle sedi decentrate e al rilancio della sede di Terni.
I punti Completano il programma i richiami alla conoscenza come bene pubblico, alla cooperazione tra gli atenei del Centro Italia, alla promozione della pace e alla responsabilità sociale, ambientale e culturale. L’intesa tra Marianelli e Gammaitoni si propone così come base per una gestione ampia e partecipata, capace di unire visioni diverse in un progetto comune.
