di Chia.Fa.
Giunta d’urgenza per gli otto sindaci dell’Unione dei Comuni terre dell’olio e del sagrantino. C’è l’uscita deliberata dall’esecutivo di Bevagna, che comunque dovrà essere ratificata dai due terzi del consiglio comunale, ma anche il documento con cui il municipio di Montefalco nelle ultime ore ha manifestato l’intenzione di uscire dal servizio di polizia locale, all’ordine del giorno della seduta convocata per venerdì mattina dal sindaco di Massa Martana e presidente di turno dell’Unione, Maria Pia Bruscolotti.
Riunione urgente dei sindaci Il messaggio alla vigilia della riunione, a cui non dovrebbe partecipare un rappresentante dell’amministrazione di Bevagna, che a quanto pare non siede al tavolo da quattro mesi mentre tra pochi di meno andrà al voto per il rinnovo del sindaco e del consiglio, è chiaro: «Non credo – dice Bruscolotti – che ci siano altri Comuni che mettono in discussione l’esperienze avviata ormai da 15 anni con l’Unione, ma è chiaro che di fronte alla delibera di Bevagna e al documento inviato da Montefalco cercheremo di fare il possibile per ragionare sulle soluzioni del caso, che auspichiamo di trovare anche perché – conclude – il futuro dei piccoli comuni è fatto solo di unioni e fusioni».
Montefalco pronta a passo indietro L’ambizione quindi è quella di serrare le fila a poco più di sei mesi dall’ingresso nel servizio di polizia locale degli ultimi due Comuni, Trevi e Bevagna appunto, ma se si riuscirà nell’intento lo si capirà nelle prossime ore. Intanto il sindaco Donatella Tesei di Montefalco a Umbria24 ha spiegato: «Criticità esistono seppur non nel senso evidenziato da Bevagna, soprattutto sul fronte del Corpo unico di polizia municipale (25 agenti di cui due part time, ndr), la funzione più importante che abbiamo associato e intorno alla quale come Comune adotteremo iniziative a stretto giro». E poi: «L’Unione occorre farla funzionare, ma ci vuole unione di intenti che al momento noi non rileviamo specie nell’ambito dell’organizzazione dei servizi a cui mancano numeri e investimenti non più rinviabili. Montefalco – conclude – non può permettersi di perdere tempo».
Sindaco di Castel Ritaldi: «In quattro anni risparmi per 3 mln» Opposta la posizione del sindaco di Castel Ritaldi, Andrea Reali: «Personalmente sono un grande sostenitore dell’Unione semplicemente perché non è più possibile amministrare enti locali di queste dimensioni con tagli continui da parte dello Stato e della Regione, tuttavia la vera criticità del progetto, bisogna dirlo, è rappresentata dai sindaci che per rimanere ancorati a logiche campanilistiche fanno avanzare il progetto a passo di formica. Noi in questi pochi anni, dico pochi perché abbiamo discusso dieci anni sui principi e da quattro anni appena abbiamo associato funzioni, abbiamo risparmiato 3 milioni di euro e solo questo dovrebbe spingersi ad accelerare».
Sindaco di Campello: «Contesto dall’interno» Oltre al Corpo unico di polizia municipale, l’Unione terre dell’olio e del sagrantino ha accorpato anche il servizio bibliotecario, quello informatico e l’Oiv (organismo indipendente di valutazione). Piuttosto in linea con Reali, almeno all’apparenza, il sindaco di Campello sul Clitunno, Domizio Natali: «La mossa di Bevagna è un delirio – commenta – a questo punto a luglio scorso potevano evitare di entrare nel servizio di polizia locale. L’Unione è una bellissima esperienza che va strappata ai partiti politici, potenziata e migliorata, non distrutta. Campello – dice – resta dentro al progetto pur facendolo in forma critica e qui dico che è naturale che la polizia locale abbia criticità, il personale fa salti mortali, ma è normale secondo voi che il centro di raccolta dei mezzi sia a Bastardo, lontanissimo da tutti, e il comando a Montefalco?».
Sindaco di Giano: «Polizia locale ora inizia a funzionare» Da Giano dell’Umbria a parlare è il sindaco Marcello Bioli, che col collega di Gualdo Cattaneo, Andrea Pensi, ha recentemente avviato il percorso di fusione dei Comuni: «Tutto sommato negli ultimi tempi il servizio di polizia locale ha iniziato a funzionare, chiaro che non è ottimale, ma in un territorio vasto come questo dei piccoli disservizi in una fase di rodaggio dopo l’allargamento a Bevagna e Trevi non mi sembrano problemi insormontabili, così come qualche mal di pancia ci può stare e va risolto ma se ognuno inizia a ragionare per il proprio orticello è chiaro che l’Unione va in crisi. Personalmente in ottica fusione con Gualdo avevamo anche ritenuto che saremo comunque potuti rimanere all’interno, ma ora bisognerà attendere». Nelle prossime ore, dunque, si capirà se il progetto arretrerà sul fronte delle funzioni associate, sostanzialmente la polizia locale, o se si riuscirà nell’intento di serrare le fila e intervenire con investimenti, peraltro in parte anche previsti nel bilancio, dove ci sono risorse destinate all’acquisto di tre mezzi e alcune tecnologie.
Twitter @chilodice
