di Ivano Porfiri
A Perugia domina l’eroina, a Terni la cannabis, ma entrambe le città fanno registrare un aumento preoccupante nel consumo di nuovi tipi di droghe chimiche come Mdma e ketamina. Il cuore verde poi nel 2013 continua a detenere il triste primato di regione col più alto numero di overdose mortali rapportate alla popolazione. Nonostante la lotta al narcotraffico sia quotidiana da parte delle autorità, sono segnali poco rassicuranti, quelli contenuti nella Relazione annuale al Parlamento 2014 del Dipartimento politiche antidroga.
L’Umbria e gli oppiacei Guardando ai numeri dei Sert, l’Umbria è settima per numero soggetti con tossicodipendenza da oppiacei bisognosi di trattamento (Liguria e Toscana in testa) rapportati alla popolazione. Ma mentre è ottava per i maschi, è quarta per le femmine tossicodipendenti, dietro Toscana, Liguria e Friuli. Nel 2013 i Sert dell’Umbria hanno assistito 413 nuovi utenti con 2.631 già in carico, con il totale (3.044) in lieve calo rispetto al 2012 (3.083).
Primi per overdose Il primato assoluto il Cuore verde se lo aggiudica per il tasso di mortalità droga-correlato (overdose) nel 2013 con 3 decessi ogni 100 mila abitanti, seguito da Val D’Aosta, Sardegna e Marche. L’Umbria è sul podio anche per il tasso di ospedalizzazione per disturbi droga correlati, sempre rapportati alla popolazione con oltre 50 ricoveri ogni 100 mila abitanti.
Droghe nelle acque reflue Un altro studio interessante è quello che il dipartimento politiche antidroga ha affidato all’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri di Milano, con prelievi e analisi di campioni di acque reflue rilevati annualmente dal 2011 in 17 centri urbani distribuiti su tutto il territorio nazionale per la misura delle concentrazioni di residui di sostanze presenti nei campioni. A livello nazionale, la concentrazione più elevata di sostanze stupefacenti si osserva per la cannabis, mediamente circa 39,3 dosi giornaliere ogni 1.000 abitanti nel 2013, con un sostanziale aumento rispetto al dato medio riscontrato nel 2012 (28,4). Il consumo della cocaina presenta, invece, un calo nei consumi dal 2012 al 2013 (da 6,7 a 5,9 dosi), attestandosi ad un valore più vicino a quello osservato per il 2011 (5,7). Per quanto riguarda il consumo di eroina, si osserva una certa stabilità in tutto il periodo (poco più di 2 dosi al giorno ogni 1.000 abitanti), come pure risulta stabile il livello di consumo delle metamfetamine (0,2 dosi). I consumi di ecstasy tornano sui livelli del 2011 (0,06) dopo esser leggermente calati nel 2012 (0,05), mentre il consumo di ketamina presenta un trend in crescita, passando da 2,2 a 3,3 milligrammi al giorno.
Perugia eroina record ma in calo Analizzando le acque reflue, Perugia svetta tra le 17 città per consumo di eroina con quasi 9 dosi al giorno ogni mille abitanti. Il Thc (principio attivo presente nella marijuana) fa registrare oltre 60 dosi, ketamina (circa 7 grammi al giorno, unica droga per cui viene usata l’unità di peso). La cocaina è sotto le 5 dosi (Firenze e Napoli sono a 9), poi Mdma (ecstasy) e metanfetamine. Raffrontando 2012 e 2013 a Perugia balza all’occhio come il consumo di tutte le droghe sia in crescita (ketamina del 400%, seconda solo a Gorizia, metanfetamine dell’863%, il più alto in Italia come anche per il Thc quasi del 158,3%, coca di quasi il 50%) mentre l’eroina sia in calo del 60% circa.
Terni: boom dell’ecstasy A Terni, invece, il dato più eclatante è quello dell’incremento nel consumo di Mdma: +232% (che comunque partiva da un dato basso del 2012) in un panorama di aumento di tutte le tipologie di stupefacenti: Thc +70% circa, coca +40%, ketamina +45%, eroina 5%. La fotografia al 2013, dall’analisi delle acque reflue, emerge che il Thc è quasi a 80 dosi al giorno, la ketamina a 2 grammi, eroina sotto le 6 dosi, coca (sopra le 5 quindi più di Perugia), metanfetamine e Mdma.
roina sotto le 50 dosi, coca (sopra le 5 quindi più di Perugia), metanfetamine e Mdma.
Brutti: «Fare di più» Il commento ai dati arriva da Paolo Brutti, presidente della Commissione regionale d’inchiesta su mafia e droga. «Le indagini sulle acque reflue – osserva – confermano il livello abnorme di consumo di stupefacenti a Perugia e in tutta la regione. In questo caso gli acquirenti che giungono da altre città incidono ben poco, segno che c’è moltissimo da fare nel campo del contrasto e che non ci si può accontentare dei numerosi arresti messi a segno dalle forze dell’ordine, né delle lodevoli cene antispaccio dei cittadini. Bisogna fare di più e in fretta. “Il nostro augurio – conclude Brutti – è che l’arrivo del nuovo prefetto e l’imminente composizione della task force di docenti universitari concordata con il rettore riesca finalmente a invertire la tendenza e a far recedere la cultura dello sballo».
