di Ivano Porfiri
Triplicano gli stranieri e gli ultracentenari. Diminuiscono gli «umbri italiani», perdono popolazione i piccoli paesi di montagna, che rischiano di sparire. Sono gli immigrati la linfa vitale dell’Umbria: fanno crescere e ringiovaniscono una regione altrimenti in lento e costante declino anagrafico. Sono i primi risultati ufficiali del Censimento della popolazione 2011, il lungo e certosino lavoro di raccolta dei questionari durato un anno per fotografare l’Italia a 10 anni di distanza dall’ultima rilevazione.
Il censimento Tra le innovazioni dell’ultimo censimento la possibilità di compilare il modulo online: in Umbria hanno scelto questa strada un terzo dei residenti, molti nei comuni più piccoli. Quattro su 10 sono stati invece supportati nella compilazione e consegna dai Comuni nei centri di raccolta o con i rilevatori inviati a casa. La restituzione postale in Umbria ha interessato infine il 28% della popolazione, percentuale molto più alta che nel resto d’Italia.
Quanti sono gli umbri Al 9 ottobre 2011 erano residenti in Umbria 884.268 con una crescita del 7,1% rispetto al 2001: un incremento da attribuirsi esclusivamente alla componente straniera. In provincia di Perugia i residenti sono 655.844 (+8,2% in totale di cui +0,7% di italiani e +206% di stranieri), in provincia di Terni 228.424 residenti (+3,9% in totale di cui -2,8% italiani e +290% di stranieri).
Grandi e piccoli I comuni con più residenti in Umbria sono: Perugia (162.449), Terni (109.193), Foligno (56.045), Città di Castello (40.064), Spoleto (38.429), Gubbio (32.429), Assisi (27.377), Bastia (21.653), Orvieto (21.064), Corciano (20.255), Narni (20.054). I più piccoli: Poggiodomo (135), Vallo di Nera (401), Scheggino (481), Sant’Anatolia di Narco (558). Nel ternano più piccolo è Polino (246). Il comune più densamente popolato è Bastia, seguito da Terni e Perugia.
Chi cresce e chi cala Rispetto ai residenti italiani, i comuni che crescono di più sono Corciano, Torgiano e Magione, quelli che ne perdono di più nel perugino sono Poggiodono (da 171 a 131 in dieci anni), Vallo di Nera (da 415 a 358) e Lisciano Niccone (da 581 a 508), nel ternano Polino (da 267 a 234), Monteleone d’Orvieto (da 1.565 a 1.394). Il trend di spostamento nei centri maggiori è confermato dall’aumento di residenti registrato nel 96,4% dei comuni compresi tra i 5 mila e i 50 mila abitanti.
La regione invecchia L’età media dei residenti in Umbria è di 45 anni (44,6 a Perugia e 46,3 a Terni), I comuni mediamente più giovani sono Corciano con 41,5, Bastia con 41,9, Castel Ritaldi e Citerna con 42,6. Il più vecchio è Poggiodomo con 61 anni di media, seguito da Polino con 51,1, Parrano, Calvi dell’Umbria e Castel Giorgio. Dal 2001 al 2011 gli ultra 65enni sono passati dal 22,8% al 23,7%. Gli ultra 85enni dal 2,7% al 3,8%. La fascia 95-99 è pressoché raddoppiata (+99,5%). La fascia che cala di più, invece, è quella 15-39 anni (-6,1%), mentre è positiva la crescita di quella 0-14: +13,9%.
Ultracentenari Gli ultra centenari in dieci anni sono aumentati del 197,8% passando 89 nel 2001 a 265 (di cui 220 donne) nel 2011. Del totale 193 vivono in provincia di Perugia e 72 nel Ternano. La crescita è uniforme in entrambe le province.
Gli stranieri In un decennio gli stranieri residenti sono triplicati da 27.266 a 87.715. Di questi 68.026 vivono in provincia di Perugia ma l’aumento maggiore è avvenuto nel ternano, dove gli stranieri sono pressoché quadruplicati. La presenza straniera è a macchia di leopardo, perlopiù nei comuni maggiori o lungo le vie di comunicazione principali. I comuni con l’incidenza più alta di stranieri però sono medio-piccoli: Giano dell’Umbria (19,3%), Lisciano Niccone (18,6%), Montegabbione (17,2%) e Fossato di Vico (16,4%).
Giovani e donne L’età media degli stranieri è sensibilmente più bassa di quella italiana: 31,8 con il 45% degli stranieri compresi nella fascia tra i 30 e i 40 anni. Una grande mutazione tra gli stranieri è l’aumento delle donne: oggi sono il 55,7% dei residenti stranieri con un rapporto di mascolinità diminuito del 10% in dieci anni.
