di Francesca Marruco
La battaglia degli avvocati dell’ordine di Perugia prosegue e non si ferma. E lo fanno, per ora, con una conferenza stampa in cui, carte alla mano, spiegano il perché del loro malcontento. Non esitano a sottolineare che loro «lo avevano detto» che per il 13 settembre le nuove aule e le nuove cancellerie che dovrebbero accogliere i nove mila procedimenti provenienti dalle sezioni distaccate di Todi, Assisi, Foligno, Gubbio e Città di Castello, non sarebbero state pronte.
La rivoluzione copernicana Il presidente dell’ordine forense di Perugia Carlo Orlando, non ci va giù tanto per il sottile quando dice che «a fronte di una rivoluzione copernicana, le decisioni non possono essere prese di fretta all’ultimo minuto». La decisione che agli avvocati di Perugia proprio non va giù è quella che proprio poche ore prima della conferenza stampa è stata ratificata anche dalla commissione di manutenzione del palazzo di giustizia, e cioè di trasferire a Balanzano, in un capannone di proprietà del Comune, attualmente adibito ad archivio, le cause pendenti nelle sezioni distaccate in procinto di essere chiuse. Quella decisione era stata presa dal presidente del tribunale Aldo Criscuolo. Gli avvocati gli avevano chiesto di revocarla, ma lui ha annunciato che non ne ha alcuna intenzione.
La commissione ha detto si In commissione il via libera è arrivato nonostante il parere negativo dato dagli avvocati e l’astensione del procuratore Giacomo Fumu. Alla fine la commissione, da cui i legali si aspettavano un parere contrario sulla idoneità dei locali di Balanzano – che auspicano almeno di poter vedere quanto prima -ha detto che è tutto in regola. Almeno sulla carta. Il punto infatti è che, tra le altre cose, dei nove mila fascicoli che devono confluire nei 4 locali del capannone dell’archivio di Balanzano non è iniziato per niente il trasferimento. Anzi i locali che li dovranno ospitare sono ancora pieni di altri documenti.
Il nodo del personale Inoltre, a gestire questa «megasezione distaccata», come l’ha definita Carlo Orlando -evidenziandone il controsenso rispetto alla ratio della riforma centrata sull’accorpamento in sedi già esistenti e sul risparmio- è previsto un organico di quattro persone. Tutti quelli delle vecchie sedi distaccate, tramite un interpello distrettuale hanno già preso altre strade e altri posti di lavoro. In tutto mancano 22 unità al tribunale di Perugia. Gli avvocati non esistano a dire che quattro persone per nove mila fascicoli sono «inadeguate». Inoltre, secondo i legali ci saranno delle resistenze proprio dagli amministrativi ad essere trasferiti a Balanzano con questa mole di lavoro, che per essere smaltita potrebbe richiedere anni di lavoro.
Il rischio paralisi e le cancellerie chiuse Ma ormai è tardi. Tardi per chiedere al ministero Cancellieri, in virtù del previsto articolo 8 della legge, di continuare a fare udienza nelle sezioni che verranno chiuse. Tra due giorni la riforma entrerà in vigore. Chi è pronto bene, chi non lo è e ha chiesto una proroga( lo hanno fatto in 42 in Italia) non avrà comunque grossi problemi. Qui si rischia la paralisi delle udienze civili delle sedi distaccate. In cui, con una circolare del 9 settembre, sono state sospese a tempo indeterminato tutte le attività delle cancellerie. Dunque, fin quando non riapriranno a Balanzano, chi ha una causa pendente alle sedi di Todi, Assisi, Foligno, Gubbio e Città di Castello non potrà fare nulla.
Doppio trasferimento e doppia spesa? I legali tuonano dicendo che così si rischia la paralisi e viene leso il diritto del cittadino ad essere difeso. E attaccano: « Siamo sicuri che andare adesso a Balanzano e poi ritrasferire tutti nella sede centrale sia un risparmio? Non è una doppia spesa? Sempre che, come promesso, prima o poi davvero spostino tutto da Balanzano. Noi lo avevamo detto in tempi non sospetti che c’era bisogno di chiedere l’applicazione dell’articolo 8 anche per Perugia. Ma c’è stata una precisa volontà ‘politica’ di non farlo. Il presidente Criscuolo ci ha detto che lui era pronoto a chiederlo nei mesi scorsi, ma non lo fece su sollecitazione di qualcuno. Noi lo avevamo chiesto a maggio ma ci venne detto che non ce n’era bisogno. Adesso non si fa più in tempo. Peccato però – attacca orlando -che alla commissione di manutenzione del 17 luglio, venne detto che- recita il verbale di assemblea -” per il 13 settembre, tutti gli spostamenti previsti potrebbero non essere attuati”».
Scenari In Commissione di Manutenzione il presidente del tribunale Aldo Criscuolo ha detto che Balanzano potrebbe essere operativo dal 23 settembre se verranno soddisfatte quattro condizioni: che le stanze siano liberate, che ci siano almeno 4 persone in cancelleria e che il Comune continui a collaborare in maniera costante. Gli avvocati si riuniranno nuovamente giovedì mattina in assemblea nella loro sede, e decideranno se procedere con un ricorso al Tar contro la circolare del presidente Criscuolo che individua in Balanzano la sede per il civile delle sezioni distaccate. «Non era meglio restare dov’erano almeno finché non si avevano le soluzioni definitive? I sindaci si erano proposti anche di farsi carico delle spese. In questo modo invece chi risparmia? O qualcuno deve guadagnare in immagine?». Lo scontro è totale .
