Premiato anche Arnaldo Caprai

Mauro Carpinella di Catalyst e Fernando Camponi responsabile sicurezza di Acciai speciali Terni. Ma anche Mattia Dell’Orto per l’azienda agricola Arnaldo Caprai e Antonio Iannoni/Alberto Cari con il Polo umbro innovazione materiali speciali (Pumas). Questi i ‘campioni dell’economia circolare’ premiati giovedì da Legambiente nell’ambito dell’iniziativa Treno verde che fino a sabato fa tappa alla stazione di Foligno.

Treno verde di Legambiente In particolare l’associazione ambientalista, presente la presidente Rossella Muroni e la direttrice regionale Brigida Stanziola, hanno evidenziato come anche in Umbria siano «sempre più numerose le esperienze di innovazione industriale, di aziende e start up impegnate nella gestione sostenibile dei rifiuti, su riuso, riciclaggio e riduzione delle emissioni inquinanti». Destinazione finale del messaggio portato dai ‘campioni dell’economia circolare’ è Bruxelles, dove è in corso proprio la discussione per l’approvazione del pacchetto europeo sull’economia circolare. L’appuntamento è per il 24 aprile con una tappa speciale a Bruxelles insieme ai cento Campioni italiani dell’economia circolare che incontreranno il vicepresidente della Commissione Ue, Jyrki Katainen e l’eurodeputata Simona Bonafè, relatrice del pacchetto europeo sull’economia circolare. Proprio lunedì scorso l’Europarlamento, tra l’altro, ha approvato il Pacchetto economia circolare: un ulteriore passo verso un’ambiziosa riforma della politica europea dei rifiuti.

Obiettivo Europa «Il 24 aprile saremo a Bruxelles, insieme ai campioni italiani dell’economia circolare, proprio per sostenere un accordo ambizioso tra Parlamento e Consiglio e far sì che la riforma della politica europea dei rifiuti divenga al più presto realtà – ha dichiarato la presidente di Legambiente Rossella Muroni -. Vogliamo un’Europa capace di indicare una strategia moderna e sostenibile per uscire dalla crisi puntando su innovazione e coinvolgimento sinergico tra cittadini, istituzioni e economia. Ma anche il nostro governo deve fare la sua parte. L’Italia, in sede di Consiglio, deve sostenere una riforma della politica comune dei rifiuti che faccia da volano per l’economia circolare europea, senza nascondersi dietro le posizioni di retroguardia di alcuni governi che si oppongono ad un accordo ambizioso con il Parlamento».

Target riciclaggio Il rapporto adottato dall’Europarlamento migliora considerevolmente la proposta del 2015 fatta dalla Commissione Europea, in particolare per quanto riguarda i target di riciclaggio al 2030 innalzati al 70% per i rifiuti solidi urbani ed all’80% per gli imballaggi. Il raggiungimento di questi obiettivi consentirebbe – secondo la valutazione della stessa Commissione Europea – di creare 580 mila posti di lavoro, con un risparmio annuo di 72 miliardi di euro per le imprese europee. I posti di lavoro potrebbero crescere sino a 867 mila se, all’obiettivo del 70% di riciclaggio si accompagnassero a livello europeo e nazionale anche misure ambiziose per il riuso, in particolare nell’arredamento ed il tessile. Solo nel nostro paese si possono creare almeno 190 mila nuovi posti di lavoro.

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