La firma dell'accordo

di Marco Torricelli

Promosso. Quasi l’80% dei lavoratori del guppo Ast che hanno votato ha dato il ‘via libera’ e adesso si può ufficialmente togliere la dicitura ‘ipotesi’: l’accordo raggiunto il 3 dicembre socorso al Mise è operativo a tutti gli effetti.

LA VERTENZA AST

I voti Ai seggi si sono presentati in 1951 – l’81% degli aventi diritto – e a votare ‘sì’ sono stati in 1520. I contrari sono risultati essere in 386, mentre 37 schede sono risultate nulle e 8 sono state depositate nelle urne senza alcuna indicazione. L’esito della votazione spazza via in un colpo solo tutte le polemiche che hanno fatto seguito alla firma dell’accordo e l’ampia maggioranza ottenuta permetterà, ora, ai sindacati di avere maggiore serenità nella gestione delle fasi successive.

IL TESTO DELL’ACCORDO

Di Girolamo «Il risultato dei referendum all’Ast – dice il sindaco, Leopoldo Di Girolamo – testimonia la qualità del lavoro svolto dai rappresentanti dei lavoratori e dalle istituzioni nel complicato percorso di confronto con la proprietà dell’azienda. Il risultato di oggi valorizza l’incredibile sforzo sia fisico che economico messo in campo dai lavoratori nel lungo periodo di vertenza a difesa della propria dignità e del posto di lavoro. Si tratta in effetti di un segnale molto positivo che va apprezzato anche in riferimento alla percentuale dei lavoratori che si è recata alle urne per esprimere la propria opinione, a dimostrazione del fatto che le nostre comunità apprezzano in modo particolare la democrazia e la vera partecipazione. A partire da oggi si è aperta una nuova fase, nella quale sarà necessario verificare con puntualità il mantenimento degli impegni che i vari soggetti, iniziando dall’azienda, hanno assunto con l’accordo, monitorando capillarmente tutte le azioni e le misure che si andranno a determinare. I lavoratori delle acciaierie di Terni, oggi, hanno scritto un’altra importante pagina di democrazia».

Bentivogli Il più lesto a commentare, però,  era stato il segretario generale della Fim Cisl, Marco Bentivogli, che aveva espresso«soddisfazione per il risultato, che giunge dopo una vertenza durissima e un accordo sofferto, che ha consentito di tutelare meglio i lavoratori nel processo di ristrutturazione in atto e rilanciare le prospettive industriali per il sito ternano. Ora è necessario che non ci sia nessuna incertezza nel rilancio dell’azienda. Ci auguriamo che anche questo risultato convinca la direzione aziendale ad impostare relazioni industriali costruttive per i lavoratori di Ast e dell’indotto».

Ghini Con due tweet – «Ast: l’accordo approvato con 80% di SI, adesso avanti con il rilancio industriale di Terni» e «Ast: l’alta partecipazione al referendum e l’80% di consenso all’accordo conferma il buon lavoro fatto» – si fa vivo anche Mario Ghini, segretario generale della Uilm. La soddisfazione dei sindacati nazionali è sempre più evidente.

Landini Anche Maurizio Landini, leader della Fiom Cgil, parla di «un risultato positivo e importante che valorizza la lotta realizzata dalle lavoratrici e dai lavoratori e che giudica positivamente il lavoro svolto da tutta la delegazione sindacale nel corso della vertenza. È un voto che impegna tutta la Fiom nazionale e territoriale per avviare fin da ora una fase di fattiva gestione dell’accordo, per valorizzare tutti gli impegni previsti sul piano degli investimenti, per qualificare l’occupazione e la qualità del lavoro e dell’organizzazione aziendale ad ogni livello».

Vicaro Per Maria Antonietta Vivaro, segretario generale della Ugl metalmeccanici e per il segretario nazionale con delega alla siderurgia, Daniele Francescangeli, si tratta di «un grande risultato. Ora è il momento di mettere davvero mano all’accordo e di dare alle acciaierie ternane e ai lavoratori il futuro che meritano».

Camusso Il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, dice che «l’esito del referendum di Ast sull’accordo siglato premia la fermezza della lotta condotta dai sindacati e la lungimiranza degli obiettivi messi in campo. Si è trattato di un risultato che premia una straordinaria lotta unitaria di tutti i lavoratori delle acciaierie. Aver modificato il piano industriale e rafforzato l’assetto produttivo con investimenti e nuovi sbocchi di mercato, significa aver riaperto una prospettiva positiva per un’azienda strategica del sistema industriale italiano. Un successo così netto nel referendum non solo permetterà di affrontare con ampio consenso e autorevolezza un percorso comunque difficile di gestione dell’accordo, ma premia anche il ruolo del sindacato, la sua capacità di rappresentanza degli interessi dei lavoratori e di un’intera comunità. La Cgil ringrazia tutti i lavoratori, della Ast di Terni, la Rsu, il sindacato territoriale per la tenuta dimostrata in una lotta difficile e complessa».

Barbagallo «Questo risultato molto positivo, ottenuto grazie all’impegno della categoria e alla partecipazione attiva dei lavoratori, è anche una dimostrazione dell’alto livello di rappresentatività delle parti sociali. Ora, occorre lavorare per rilanciare l’azienda e per garantire l’occupazione in quello stabilimento che opera in un territorio già duramente provato dalle difficoltà economiche». Così, invece, si esprime il leader Uil, Carmelo Barbagallo.

Cipolla Per il segretario della Fiom Cgil di Terni, Claudio Cipolla, «si tratta di un risultato importante, intanto per il dato sulla partecipazione, che risalta particolarmente in un momento come quello attuale, in cui è fortissima la crisi di democrazia e in cui le persone non vanno più a votare. In fabbrica invece la democrazia funziona e rende ancor più importante il risultato, una chiara affermazione dei sì all’accordo, che prima di tutto dà valore alla lotta dei lavoratori e premia il lavoro svolto finora dalle organizzazioni sindacali. I lavoratori di Ast si sono espressi in modo chiaro consegnandoci un impegno importante, quello di proseguire nella vertenza lavorando per sciogliere i nodi ancora irrisolti e garantire un futuro di ripresa e sviluppo alla fabbrica e al nostro territorio».

Referendum anche per le ditte Dopo le assemblee che si sono svolte nella giornata di martedì, anche i lavoratori delle ditte esterne saranno chiamati ad un referendum. «Cgil, Csil e Uil – si legge in una nota congiunta – hanno infatti proposto di considerare i due punti presenti nell’accordo sottoscritto al Mise il 3 dicembre 2014, come elementi di partenza per predisporre una piattaforma rivendicativa adeguata al sistema dell’indotto, da verificare periodicamente attraverso la costituzione di un coordinamento permanente di Rsu e Rsa di tutte le ditte terze».

Il documento Le proposte presentate dai sindacati prevedono quattro punti essenziali: «Un coordinamento di tutte le Rsu e Rsa dell’indotto che si relazioni con il consiglio di fabbrica Ast, e che aspiri ad iniziare una vera e propria contrattazione di sito a partire, ovviamente, dai cambi di appalto; un rifiuto incondizionato alla politica del massimo ribasso. Nel sito di viale Brin fare ribassi al valore dei capitolati, produce una regressione immediata dei diritti e della sicurezza nei luoghi di lavoro, contravvenendo anche al protocollo sulla sicurezza ancora vigente, e soprattutto aprirebbe una concorrenza sleale favorendo l’avvento della criminalità organizzata ed il conseguente mancato rispetto dei contratti collettivi nazionali; la difesa dell’occupazione, delle professionalità e dei livelli salariali per i lavoratori dell’indotto evitando di scaricare su quest’ultimi la soluzione dell’uscita volontaria dei lavoratori Ast; un protocollo sugli appalti coinvolgendo tutti gli attori sociali ed istituzionali a partire dalla Prefettura di Terni che già ha espresso la disponibilità ad un confronto di merito».

IL TESTO INTEGRALE DEL DOCUMENTO

Il voto Questo documento verrà sottoposto a referendum e le operazioni di voto si svolgeranno nelle giornate di giovedì – dalle 11.00 alle 16 e dalle 20 alle 24 – e venerdì, dalle 11 alle 17. Il quesito sarà il seguente: «Sei favorevole al documento di CGIL-CISL-UIL sull’indotto AST che parte dal punto B capito 5 ‘Misure a salvaguardia dell’occupazione’ e dal punto G capitolo 6 ‘impegni delle istituzioni’ dell’accordo tra sindacati di categoria e ThyssenKrupp innanzi al ministero dello sviluppo economico in data 3 dicembre 2014?»

L’Ast: «Niente gas» L’azienda, intanto, «in relazione a quanto recentemente apparso su alcuni organi di stampa locali in merito a presunte fughe di gas o esalazioni provenienti dal nostro sito produttivo, precisa quanto segue: non si è verificata alcuna fuga di gas, grande o piccola che dir si voglia, dagli impianti dello stabilimento, come hanno peraltro potuto accertare gli organi competenti intervenuti (vigili del fuoco ed Arpa) e i tecnici dell’Asm. La diffusione degli odori che si è verificata il giorno 5 novembre era semplicemente dovuta alla permanenza di oli esausti nei serbatoi adibiti al deposito (nell’area denominata ’impianto rottura emulsioni’) in attesa del loro smaltimento tramite ditte autorizzate, permanenza che si è protratta a seguito dello sciopero, come peraltro hanno potuto verificare i tecnici Arpa intervenuti sul posto. L’impianto ‘rottura emulsioni’ non compare nella ‘Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori’ semplicemente perché non è un impianto ‘a rischio di incidente rilevante’, ai sensi della cosiddetta ‘normativa Seveso’, né per la sua tipologia né per le sostanze che in esso possono essere presenti».

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