di F.T.
La crisi delle acciaierie produce effetti negativi anche sul lavoro delle persone disabili. La procedure di mobilità attivate dall’azienda, hanno finito per bloccare le opportunità di lavoro e il centro per l’impiego della provincia di Terni si è visto costretto ad annullare tutte le chiamate per il collocamento disabili, relative a due aziende come Tubificio di Terni e Società delle Fucine.
Il problema A spiegare la decisione è Antonio Francese, responsabile della gestione amministrativa dei centri per l’impiego: «Le procedure di mobilità sono state attivate da Ast e in seguito sospese in attesa dell’incontro del 4 settembre – dice -. Il punto è che, vista la situazione, non potevamo creare false attese o lasciare le persone, disabili in questo caso, nell’incertezza».
In pratica, se l’azienda ritirerà le procedure per la mobilità, quei posti a tempo indeterminato – otto in totale, uno al Tubificio e sette presso SDF – torneranno disponibili per chi ne ha diritto. Altrimenti si dovrà annullare tutto, definitivamente: «Ce lo impone la legge – spiega il responsabile – e ovviamente il nostro auspicio è che questa vicenda prenda una piega diversa, per i lavoratori disabili e per tutta la città».
