di Daniele Bovi
«Abbiamo ripristinato quasi tutti i servizi, alcuni hanno potenzialità ulteriori da implementare nei prossimi giorni, come i letti destinati a certe cure sospese e poi riattivate». Così la presidente della Regione Donatella Tesei lunedì mattina all’ospedale di Pantalla, al termine di una visita fatta insieme all’assessore alla Sanità Luca Coletto, al commissario straordinario Massimo D’Angelo e ai sindaci del territorio. La struttura durante il periodo più difficile dell’emergenza sanitaria è stata dedicata al Covid e, da allora, sulla riattivazione dei servizi e in generale sul futuro dell’ospedale il clima è rovente.
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Riaperture Secondo quanto riferito dalla Usl 1 al termine della visita, tra gli ultimi servizi riaperti (il 13 settembre) c’è quello della riabilitazione in regime di ricovero, con sei posti letto. «Nei mesi scorsi, invece, era stata ripristinata tutta l’attività chirurgica multidisciplinare programmata in regime di day surgery». Riattivati anche 25 posti letto in Medicina, 12 in Chirurgia e, dal 7 giugno, è stato riaperto anche il pronto soccorso h24 «per tutte le emergenze e urgenze». Secondo le stime della Usl saranno almeno 12 mila le persone che entro l’anno accederanno al pronto soccorso, mentre prima dell’emergenza gli accessi annui erano 17-18 mila.
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Il futuro La Regione sta lavorando anche al nuovo Piano sociosanitario, che si occuperà di ridisegnare le funzioni delle strutture sui territori: «Per il futuro – risponde sul punto Tesei – Pantalla sarà sicuramente un importante ospedale all’interno della rete; dovrà essere molto vicino all’Azienda ospedaliera di Perugia perché ci sono possibilità di integrazione molto importanti». Fuori dall’ospedale erano presenti una decina di rappresentanti del comitato, nato tempo fa con l’obiettivo di difendere il nosocomio della Media Valle del Tevere. Tutti chiedono di avere tempi certi per la riattivazione dei servizi, lamentando anche di aver visto rinviato un intervento – ovviamente non urgente – di due anni.
Servizi Rispondendo alle domande dei giornalisti D’Angelo ha sottolineato che «stiamo incrementando progressivamente tutte le attività anche attraverso l’integrazione con l’Azienda ospedaliera di Perugia e, al contempo, stiamo recuperando le liste di attesa. Mano a mano che il Covid arretra contestualmente incrementiamo le attività delle sale operatorie e tutto il resto. Quando? Ci siamo dati come obiettivo il 31 dicembre e vogliamo rispettarlo». D’Angelo si è poi fermato con alcuni membri del comitato, che hanno chiesto cosa significasse in termini concreti la riapertura progressiva dei servizi: «Attendiamo il piano sociosanitario regionale e le attività che c’erano prima – ha assicurato D’Angelo – riprenderanno».
Liste d’attesa Coletto ha voluto in primis «rasserenare gli animi» spiegando che in Umbria «gli screening oncologici non si sono mai fermati» e che l’intero sistema sanitario regionale deve recuperare 57 mila tra visite e interventi arretrati, 4 mila in meno rispetto a quelle stimate dalla giunta all’inizio di luglio, quando Palazzo Donini ha dato due settimane di tempo a Usl e ospedali per mettere nero su bianco un piano di recupero. Il governo ha stanziato delle risorse ad hoc e per l’Umbria ci sono 4,5 milioni, che la Regione ha intenzione di «spendere entro la fine dell’anno». «Da parte nostra – dice Coletto – non c’è stata alcuna volontà di rimanere indietro: sono stati i diversi Dpcm a chiudere gli ospedali».
Quando Tornando alla situazione dell’ospedale, a margine della visita Paolo Ferracchiati per conto del comitato ha invitato il commissario a dire a Tesei «che non va tutto bene e che non tutto funziona. Non vogliamo essere presi per i fondelli, la misura è colma». «I problemi – dice a Umbria24 – sono tutti aperti e non è cambiato nulla. La chirurgia ad esempio non funziona, abbiamo solo una week surgery che il venerdì chiude. E chi ci rappresenta – dice rivolgendosi a sindaci e consiglieri regionali di maggioranza – non alza la voce. Continuano a dirci che serve tempo, che piano piano i servizi torneranno, ma quando?». In una nota inviata nel pomeriggio poi il comitato ricorda che anche l’ostetricia non funziona più, mentre il pronto soccorso «non avendo una Chirurgia H24, ormai un punto di primo soccorso».
Il comitato «La Riabilitazione – dice ancora il comitato – ha riaperto solo per sei posti letto per pazienti che vengono da altri ospedali perché l’ortopedia a Pantalla non opera più. La Procreazione assistita viene fatta da una equipe che viene da Perugia. Questo sarebbe il “funziona tutto” per la Tesei?». «Vorremmo sapere anche perché – aggiungono – visto che siamo stati lì in attesa tutta la mattina, la presidente non ha voluto parlare con noi che da quasi due anni ci battiamo per riavere i servizi di prima».
Twitter @DanieleBovi
