di Chia.Fa.
«Restituiamo ai bambini la loro seconda casa». A dirlo Maurizio Madonia il dirigente scolastico cui giovedì mattina è stata consegnata la prima scuola ricostruita in Umbria dopo il sisma. Si tratta della primaria di Bastardo (Giano dell’Umbria) inaugurata ufficialmente insieme alla scuola Carducci di Foligno, entrambe danneggiate dai terremoti di ottobre 2016, ma finanziate fin dal gennaio 2017 con l’ordinanza commissariale 14, che prevedeva di far tornare alunni e studenti in aula fin dal settembre dello stesso anno.
«Valigia piena di sogni» La ricostruzione, però, si è rivelata ben più lunga anche per le prime scuole finanziate e soltanto a tre anni dall’inizio della sequenza sismica a Bastardo e a Foligno si è tornati in aula, a seguito rispettivamente di 3,4 e 4,7 milioni di interventi. «Dobbiamo ritenerci fortunati» dicono alle autorità e alle famiglie il bimbo e la bimba che al microfono parlano a nome di tutti i coetanei, prima di prendere in mano «una valigia piena di sogni e speranze» sistemata all’ingresso della scuola e tornare finalmente tra i banchi.
Farabollini e Paparelli L’elementare di Bastardo può accogliere circa 160 bimbi che potranno contare su circa dieci classe distribuite «in un edificio completamente antisismico, che – ha detto il commissario per la ricostruzione Piero Farabollini – permetterà agli studenti e ai docenti di studiare e lavorare in sicurezza». Con lui anche il presidente della Regione e vice commissario Fabio Paparelli che ha ringraziato la ditta che ha eseguito i lavori, si tratta della F&S costruire srl di Siderno (Reggio Calabria), per poi indicare in «132 milioni le risorse della Regione spese dal 2015 in avanti per la sicurezza delle scuole, di cui circa 100 milioni per il miglioramento sismico».
Arriva anche Perugia, Spoleto senza fondi Tra questi non rientrano le prime due scuole umbre finanziare con il contributo di ricostruzione, né la Carducci-Purgotti di Perugia finanziata con lo stesso provvedimento, ma dove i lavori saranno finiti entro l’anno; né ancora Dante Alighieri e Prato fiorito di Spoleto, che hanno perso circa 10 milioni di fondi assegnati con l’ordinanza 14. L’ordinanza 80 con cui Farabollini ha definanziato la delocalizzazione delle due scuole nel polo antisismico, a seguito della volontà della giunta De Augustinis di ricostruirle in loco, è stata impugnata dal Comune di Spoleto davanti al Tar. Al momento, infatti, Dante Alighieri e Prato fiorito non dispongono di risorse per la ricostruzione post sisma.
Sindaco e De Micheli Alla fine comunque a tagliare per primo il nastro è stato il sindaco Manuel Petruccioli, che ha ringraziato il predecessore Marcello Bioli e ricordato anche che la prima pietra per la scuola di Bastardo era stata messa nel luglio 2018 da Paola De Micheli, all’epoca commissario per la ricostruzione e da qualche giorno ministro delle Infrastrutture: «Siamo orgogliosi di essere i primi».
Foligno Nemmeno due ore dopo sono tornati ufficialmente nella propria sede scolastica anche gli studenti della Carducci di Foligno, dove a realizzare quasi mille metri quadrati riservati alle attività didattiche sono state le ditte del raggruppamento Saitec company, che hanno realizzato l’edificio antisismico su due piani, in cui sono possono essere accolti circa 500 studenti, disponendo di 22 classi, oltre a biblioteca, laboratori di scienze, informatica e musica, cui si aggiunge l’archivio, la sala professori e gli uffici.
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