di M.S.G.

Ridare dignità al quartiere che ormai è in forte stato di degrado e abbandono. È questo l’obbiettivo dell‘atto di indirizzo presentato Michele Rossi (Terni civica) a Palazzo Spada nei giorni scorsi. Giovedì mattina la Prima commissione si è riunita proprio nel quartiere Matteotti per un sopralluogo alla presenza di esponenti dell’associazione ‘De Carlo’ che hanno messo sul tavolo le principali criticità della zona. Tra i locali di proprietà del comune e quelli di Cassa depositi e prestiti «infiltrazioni d’acqua, spazzatura e stato di perenne abbandono». L’idea è quella di riprendere in mano un progetto del 2014, ma i soldi per l’acquisto dei locali non ci sono. Mentre si decide il degrado avanza e le proteste dei residenti si fanno sempre più forti.

Prima commissione Il sopralluogo è partito da via Irma Bandiera. A prendere la parola per primo il consigliere Michele Rossi: «Il mio invito è quello di riprendere alcuni progetti del passato e ridare vivacità dopo 7 anni al quartiere. In particolare riprendere il progetto del 2014, approvato con delibera di giunta per la valorizzazione del villaggio richiamava concetti di ‘rete e condivisione’, ‘partecipazione e protagonismo’, ‘identità e cultura’, ‘socialità e crescita’ e ‘creatività e futuro’. C’era insomma l’intenzione di rivalutare i locali di proprietà comunale inserendoli nella vita dei cittadini residenti. Spero che grazie a una nuova consapevolezza politica si possa concentrare su di un progetto e, a differenza del passato, riuscire a realizzarlo».

Abbandono e degrado Addentrandosi nel quartiere si nota che principalmente sono quattro i locali più grandi che al momento versano in stato di semi abbandono e su cui il Comune è chiamato a intervenire. Due di questi stabili però sono di proprietà Cassa depositi e prestiti e su di essi aleggia un cartello ‘vendesi’ che «sta lì da molto tempo». Gli altri due grandi locali, uno l’ex centro sociale al piano terra e uno al piano superiore, invece sono già di proprietà del comune e si necessitano di manutenzione. Durante il sopralluogo è stato fatto presente che nel progetto del 2014 era previsto di acquistare anche altri quattro piccoli box di 30 metri quadri ciascuno destinandoli a piccole start up che avrebbero così contribuito a ridare vita al Villaggio Matteotti, nell’ambito di un progetto che avrebbe coinvolto residenti e cittadinanza.

Villaggio Matteotti «Nel Villaggio – ha dichiarato Michele Rossi – avrebbero trovato sede varie attività previste ovvero il polo culturale (presso l’ex asilo da destinare a biblioteca di quartiere, destinata ai giovani), il polo dell’architettura (sala comunale via Sibilla Alleramo da destinare a centro documentazione e studi su Giancarlo De Carlo in collaborazione con lo Iuav di Venezia e di altre università), il polo della musica (presso uno degli ex locali commerciali, per l’educazione musicale di bambini e ragazzi), il polo dell’integrazione (locale destinato a centro psicopedagogico coopertativa Actl), il polo dei laboratori (presso ex locali commerciali, con attività artigianali e professionali), il polo del commercio sostenibile (presso l’ex supermercato), il polo della formazione (presso la sede del Centro Sociale, per attività culturali e formative) e il Polo della socialità (pertinenze esterne)». Imprescindibile sarebbe stato dunque l’acquisto delle proprietà dell’allora Fintecna.

 

L’acquisto mancato C’è anche da dire che nelle precedenti amministrazioni, il comune tentò di acquistare tutti i locali di proprietà Cassa depositi e prestiti per 300 mila euro ma l’acquisto non andò a buon fine per alcune condizioni del venditore, così l’intervento del Comune si limitò alla ristrutturazione della scuola primaria Matteotti e nella pista ciclabile. Una domanda sorge spontanea così interviene Valentina Pococacio (M5s): «Se Cassa depositi e prestiti non ci concede i locali il progetto può essere spostato nei locali di proprietà comunale?». La risposta arriva dal presidente dell’associazione De Carlo, Alessio Patalocco: «Purtroppo no. Il progetto prevedeva diversi ‘poli’ e senza la metà dei locali non possiamo dare vita a quell’idea di valorizzazione del luogo originaria».

Atteso il restyling Tra progetti mai partiti, acquisti falliti e discussioni in commissione intanto il degrado del quartiere avanza. In particolare negli spazi ad uso condominiale, infatti, tra i due locali comunali che versano in stato di abbandono, c’è uno spazio aperto dove spesso si riuniscono giovani per bere, fumare o altro. Forti le richieste dei residenti che alla commissione hanno chiesto «misure efficaci» perché «stanchi dover raccogliere vetri i bottiglia, sporcizia e addirittura escrementi umani nel palazzo dove vivono». Situazione critica: «Non molto tempo fa proprio qui hanno trovato un uomo morto di overdose- ha tuonato Alessio Patalocco -. Se non c’è controllo e lasci tutto in stato di abbandono succederà sempre più spesso. Basterebbe solo metterci una farmacia ad esempio o un patronato. Le persone vedono via vai e sono scoraggiate a venire qui a drogarsi». I residenti riscontrano dunque problemi nella vita di tutti i giorni. Durante il sopralluogo è stato raccontato come dei vandali, circa sei mesi fa, hanno rotto il lucchetto del locale di proprietà comunale e si sono introdotti nelle stanze illegalmente. Sono i cittadini stessi ad intervenire, in quell’occasione infatti hanno acquistato un lucchetto e chiuso il locale. Scattano la polemiche poiché il locale è di proprietà del comune che non può più accedervi per via del nuovo lucchetto. Insomma tra ‘accuse’ di chiavi mancanti, lucchetti vecchi e nuovi si conclude il sopralluogo della Prima commissione. Del Villaggio Matteotti se ne parlerà in consiglio comunale, nel frattempo, i cittadini continuano a sperare in interventi celeri.

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