di Ma. Fra.

Recupero e valorizzazione del patrimonio architettonico e umano di Villaggio Matteotti a Terni. Queste le finalità dell’atto di indirizzo a firma dei consiglieri comunali Michele Rossi (Terni Civica), Doriana Musacchi e Lucia Dominici (Forza Italia), che giovedì mattina ha ottenuto il sì unanime della Prima commissione consiliare. L’intenzione dei tre firmatari, quella di richiamare l’amministrazione Latini a porre la «giusta attenzione al futuro e alle politiche di rivitalizzazione del quartiere» anche recentemente citato, come esempio positivo di riscatto sociale, in un articolo pubblicato in una rivista di settore.

Villaggio Matteotti Il progetto di riqualificazione proposto parte, in realtà, da lontano: se ne discuteva già nel novembre 2021. All’epoca, alle prime segnalazioni del consigliere Rossi sulle criticità del quartiere fece seguito un sopralluogo, in occasione del quale la Prima commissione si riunì nel Villaggio e, insieme ad alcuni esponenti dell’associazione di quartiere ‘De Carlo’, passò in rassegna le principali problematiche. Tra le avanguardie architettoniche italiane, il Matteotti, come si legge anche nell’atto, «fu progettato da Giancarlo De Carlo su incarico della Società Terni, intenzionata a creare un villaggio per i suoi operai, e vide la luce con un progetto partecipativo unico in Italia, grazie al quale furono coinvolte le stesse famiglie degli operai, per comprendere così le effettive esigenze dei futuri abitanti». Attualmente, però, il quartiere è in forte stato di degrado e abbandono e gli va, pertanto, restituita dignità: questo l’obiettivo primario dell’atto approvato oggi.

Architettura partecipativa e riscatto sociale I consiglieri, come si legge nel dispositivo, hanno chiesto a sindaco e giunta di «recuperare i locali abbandonati e coinvolgere istituzioni e privati per un loro possibile riutilizzo; promuovere interventi di riqualificazione e di reintegro delle parti compromesse o deteriorate; coinvolgere le facoltà di Architettura delle università italiane – e non solo – nell’organizzazione di giornate di studio e approfondimento; diffondere attraverso i propri canali promozionali/turistici l’importanza e l’esempio dell’esperienza di architettura partecipativa del Villaggio Matteotti».

I nodi da sciogliere Andranno reperite le risorse e gli uffici tecnici dovranno dare concretezza al progetto; inoltre tra i locali che necessiterebbero di un intervento immediato, due sono di proprietà di Cassa depositi e prestiti e proprio a questo riguardo, oggi, il consigliere Alessandro Gentiletti (Senso Civico), vicepresidente della Prima commissione, ha chiesto lumi. In passato, infatti, il Comune tentò di acquistarli per 300 mila euro ma l’acquisto non andò a buon fine a causa di alcune condizioni imposte dal venditore; in un’ottica di  recupero e valorizzazione che coinvolga l’intero quartiere, andrebbero integrati anche questi locali e sciolto quindi il nodo con Cdp.

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