di Massimo Colonna

«Coprogettare e creare un welfare generativo». Sono le due sfide lanciate dall’assessore al Welfare e ai Fondi europei del Comune di Terni, il vicesindaco Francesca Malafoglia, che lunedì pomeriggio nella Casa delle Donne ha dato il via alla fase di progettazione condivisa per la programmazione del fondo sociale europeo. Un evento che qualche giorno fa la stessa Malafoglia aveva lanciato e al termine del quale è partita la fase di ascolto delle proposte che arriveranno direttamente dalla città. Sala gremita dai rappresentanti di diverse parti sociali: dirigenti scolastici, associazioni, cooperative, sindacalisti.

Il film di Torreggiani L’incontro si è aperto con la proiezione di un video prodotto dal regista ternano Giordano Torreggiani sul passato, presente e futuro della città. «Terni vive un momento complesso – ha dichiarato la Malafoglia accompagnata dalla dirigente del Comune Danila Virili che si occupa del sistema formativo e sociale – e viene percepita come bloccata. Gli interlocutori istituzionali e gli intermediari tradizionali non bastano più, serve una scossa, perché la città è aggrappata a dei rapporti storicizzati, talvolta sclerotizzati che non funzionano più: dobbiamo provare a costruirne di nuovi, utili a spendere con efficienza e creatività le risorse del Fse pensando alla Terni del futuro, per la quale però iniziamo a lavorare da oggi».

Primi fondi In arrivo c’è la prima tranche dei fondi per la parte sociale del programma Agenda Urbana: un milione di euro che sarà utilizzato «per politiche giovanili, centri famiglia, servizi educativi a supporto dei minori e innovazione sociale. Il nostro intento è quello di far uscire da qui le idee su come spenderli, andando a riorganizzare e implementare i servizi. Serve un nuovo approccio alle esigenze della città: ascolto e analisi. Oggi tutto questo a Terni manca, o non è sufficiente. Ci sono invece le persone. E dalle persone occorre ripartire. Partecipare al cambiamento, costruire una nuova rete di relazioni, perché la condivisione delle scelte è un bisogno della comunità. Le risorse ci sono, il Fse è la nostra occasione».

Via le casacche «Il senso di questo incontro – ha concluso la Malafoglia – consiste nell’invito a rinunciare a egoismi di casacca, a mettersi in gioco a sperimentare e a lavorare insieme per un welfare generativo in grado di tutelare le persone fragili, riorganizzare servizi efficaci e efficienti, sperimentare soluzioni innovative, favorire il passaggio dai diritti soltanto individuali ai diritti realmente sociali, generando benessere e creando occasioni di sviluppo. Il tentativo è quello di ribaltare il paradigma: da costo a investimento. Sono convinta – conclude l’assessore al Welfare e ai Fondi Europei – un welfare che sa reinventarsi potenzia una comunità, perché responsabilizza e allarga il bacino degli attori in grado di contribuire. E valorizza competenze e talenti».

@tulhaidetto

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One reply on “Terni, via alla fase partecipativa per il fondo sociale europeo: «Welfare sia anche generativo»”

  1. Terni e’ considerata post – industriale, ma non sappiamo esattamente cosa è questo post-industriale e dove ci porta !!!

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