Palazzo Spada (foto Marta Rosati)

È lungo 32 pagine il ricorso presentato dalla Telecom alla commissione tributaria provinciale di Terni in merito agli oltre cinque milioni e mezzo di euro che l’azienda, secondo il Comune, deve all’amministrazione comunale per saldare il pagamento della Tosap relativa al progetto di cablaggio denominato Socrate. Soldi che la giunta Di Girolamo ha già inserito nel bilancio di previsione e che ora, visto il ricorso, potrebbe non essere più nelle disponibilità di Palazzo Spada. La questione è segnalata dai consiglieri del Movimento 5 Stelle che attaccano: «Ora i nodi vengono al pettine».

Il documento La Telecom dunque ha presentato il ricorso contro il pagamento delle sei cartelle che il Comune ha inviato, tramite la società Ica, concessionaria per l’accertamento e la riscossione della tassa per l’occupazione del suo lo pubblico. L’azienda telefonica non intende pagare i 5 milioni e mezzo di euro pretesi dal Comune.

Diversi vizi La Telecom contesta diversi vizi di forma nella presentazione delle cartelle, tra cui «vizi di notifica, omessa instaurazione del contraddittorio preventivo, carenza di motivazione, mancanza di sottoscrizione». In più l’azienda sostiene che per calcolare l’importo dovuto si debba considerare il criterio delle utenze e non quello dei metri quadri, preso invece in considerazione dai tecnici comunali.

Pretesa abnorme Per la Telecom si tratta di un «importo calcolato con un criterio di tassazione totalmente avulso da quanto previsto dalle prescrizioni di legge», di una «pretesa abnorme» e di un calcolo di cui «rimane del tutto imperscrutabile la logica complessiva».

Lite temeraria L’azienda inoltre precisa il desiderio che «l’udienza si svolga in pubblica udienza». »Riteniamo – si legge nel documento – che vada riconosciuta responsabilità all’ente per lite temeraria», istituto che si verifica quando si avvia una causa nella consapevolezza che non si possa comunque vincere.

Attacco dei grillini La vicenda viene portata all’attenzione pubblica da un comunicato del Movimento 5 Stelle. «Appare ovvio – scrivono – che se l’impianto del ricorso sarà giudicato valido il Comune dovrà pagarsi le spese del giudizio, oltremodo secondo quanto sostenuto da Telecom, dovrebbero sussistere i presupposti per riconoscere la responsabilità processuale aggravata in quanto l’Ica Srl avrebbe riproposto un criterio di tassazione già cassato. Alla luce del ricorso ed a ridosso dell’assestamento del bilancio del Comune, come intende l’amministrazione gestire le risorse che ben difficilmente saranno esatte nel 2015, se mai lo saranno in un lontano futuro?».

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