Con un’ordinanza «a tutela della pubblica e privata incolumità e della preservazione dei beni» il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, ha disposto l’immediato taglio e rimozione delle piante di ligustro giapponese e la potatura ordinaria dell’albero di leccio in un’aiuola di piazza Solferino.

La segnalazione di criticità nella pizza centrale della città viene dal Prefetto che il 30 giugno ha segnalato all’amministrazione come «la presenza di una folta vegetazione arborea limita l’irradiazione dell’impianto di illuminazione con formazione di zone connotate da scarsa visibilità». Per questo il primo cittadino ha disposto l’immediato intervento che concerne il «rialzo della chioma dell’albero di leccio» e il taglio delle piante di ligustro.

L’ordinanza in giornata è stata contestata dall’assessore all’Ambiente della Regione Umbria, Thomas De Luca, che ha invitato – in una nota – il sindaco a ripensarci. «In una città come Terni, definita negli ultimi anni dal Sole 24 Ore come la più esposta al rischio ondate di calore in Italia, specialmente nei giorni di picco massimo delle attuali ondate di calore, ogni singola pianta rappresenta un presidio fondamentale per la salute dei cittadini. Sacrificare il verde urbano per sopperire a carenze di illuminazione, e non in presenza di oggettive situazioni di pericolo, è una scelta fuori da ogni logica», scrive De Luca che poi aggiunge: «Se la vegetazione limita la luce, la soluzione deve essere il potenziamento o il riposizionamento degli impianti illuminanti, non l’eliminazione del patrimonio arboreo. Utilizzare questioni di decoro urbano per interventi così drastici rischia di stabilire un precedente pericoloso».

L’assessore ha quindi chiesto al sindaco di rivedere questa scelta mettendosi «a disposizione per collaborare a soluzioni alternative, anche attraverso le competenze interne alla Regione ed Arpa Umbria per coniugare le sicurezza dei cittadini con una visione urbanistica moderna basata sulle cosiddette Nature Based Solution».

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