di Francesca Torricelli
Sono scesi in piazza e hanno manifestato. No, non parliamo degli operai dell’Ast, venerdì mattina ad urlare sono stati gli studenti. Che, poi, tanto distanti dai lavoratori non sono, dato che hanno organizzato il corteo per rivendicare il loro diritto ad avere un futuro. Lo stesso motivo per il quale, in queste ore, gli operai dell’Ast stanno lottando con le unghie e con i denti.
La manifestazione nazionale è stata indetta dall’Udu (Unione degli studenti universitari) e dalla Rete degli studenti. I ragazzi, venerdì 10 ottobre, sono scesi in piazza «per chiedere una scuola, un’università, un Paese diverso, che non è certo quello del Jobs Act o dello Sblocca Italia», hanno scritto in una nota. «Per dire che siamo noi la bellezza di questo Paese e che non possiamo più permetterci di vivere nella precarietà ed essere privati dei nostri diritti».
Investire sul futuro «Vogliamo, quindi, una scuola all’altezza delle nostre idee – hanno aggiunto – una scuola che sia un luogo aperto e vivo, non il palcoscenico di competizioni e individualismo. Vogliamo una scuola all’altezza degli standard europei e veramente innovativa, non restaurata da provvedimenti saltuari». «È necessario ripartire investendo sull’istruzione tutta, dalla scuola all’università, questo è l’unico cambiamento che chiediamo oggi e che continueremo a chiedere anche il 25 ottobre insieme ai lavoratori, perché non possiamo permetterci di vivere nella precarietà che ci impedisce di investire sui nostri desideri e sulle nostre aspettative», hanno sottolineato.
Terni Come realtà ternana «noi oggi ci siamo uniti a questa manifestazione nazionale – ha spiegato Francesco, uno degli studenti – perché ogni scuola del nostro territorio ha problemi a livello di edilizia. Io sono qui oggi per rappresentare l’istituto Angeloni che attualmente è in forte disagio causato dalla divisione per plessi. L’istituto, attualmente, ha una sede centrale in viale Battisti, una succursale che è quella dell’Orazio Nucola ed, infine, l’utilizzo di alcune classi all’interno dell’istituto Casagrande».
VIDEO: IL CORTEO PER LE VIE DEL CENTRO
I disagi Per quanto riguarda l’Orazio Nucola, aggiunge Francesco, «possiamo dire che i problemi sono relativi, sono esclusivamente a livello didattico, dato che non abbiamo a disposizione dei laboratori e siamo quindi costretti, ogni volta, a spostarci nella sede centrale». I problemi più grandi vengono riscontrati dalle 12 classi che sono ‘appoggiate’ nell’istituto Casagrande. «Lì ci sono veri e propri problemi strutturali. Gli studenti si trovano in aule caldissime e prive di ossigenazione – ha aggiunto lo studente – dato che le finestre sono semi-bloccate e senza tendine. Alcuni sono stati costretti a coprire i vetri con dei fogli di giornale per avere un po’ di riparo, visto che ancora ci troviamo in un periodo molto caldo. Infine, uno dei più grandi disagi riscontrati dai miei compagni, è stato trovare i bagni senza le porte. Dovendo dire addio ad un minimo di privacy».
VIDEO: L’INTERVISTA AD UN GENITORE
Bisogno di risposte Il mese di settembre – spiega Vincenzo Ferone, un genitore – per mia figlia ed i suoi compagni spostati all’istituto Casagrande, è stato un mese infernale. Come diceva Francesco, le 12 classi dell’Angeloni si sono ritrovate in un’ala dell’istituto dimenticata da Dio. Aule puzzolenti senza ossigeno, banchi piccolissimi, finestre senza tendine, bagni senza porte e inutilizzati da mesi, potete immaginare l’odore». I professori, sottolinea il genitore «sono stati costretti a portare i ragazzi a fare lezione nei corridoi, perché alcuni di loro si sono anche sentiti male». Gli studenti si sono rivolti inizialmente al dirigente scolastico, la professoressa Boccali, «la quale ha consigliato loro di rivolgersi in Provincia. Ma una volta lì, si sono sentiti rispondere che la situazione non era di loro competenza. Stanchi di non ottenere risposte, si sono uniti oggi al corteo».
La giornata Una manifestazione che ha visto il ritrovo a piazza dell’Orologio di circa 2000 studenti di tutte le scuole. Il corteo, giunto successivamente a corso Tacito, passando per via Primo Maggio, ha sostato per un rapido sit-in sotto il Comune e si è concluso alla Passeggiata passando per via Roma. La manifestazione si è quindi trasformata in un grande evento collettivo ai giardini pubblici e nell’anfiteatro Fausto dove si stanno svolgendo rappresentazioni teatrali, concerti acustici di band ternane, flash mob, esposizioni artistiche di quadri e foto di giovani studenti, reading di poesie, dibattiti e installazione di stand di varie associazioni culturali. L’evento, patrocinato dal comune ed organizzato con la collaborazione di vari enti, si prolungherà per tutto il giorno, fino alla sera dove a chiudere l’intensa giornata sarà il rapper della ‘Machete Mudimbi’.
