di Francesca Mancosu
Sono partiti o no i lavori di messa in sicurezza di Villa Palma annunciati solo due settimane fa? E qual è il parere della Soprintendenza al progetto presentato dalla Spoleto Crediti e servizi, proprietaria dello storico immobile? Domande, non proprio retoriche, che sono aleggiate mercoledì pomeriggio nella sala Giani dell’archivio di Stato, durante la presentazione degli atti del convegno ‘Salviamo Villa Palma’, organizzato dall’associazione Terni città futura nel dicembre 2012. A dare una risposta l’architetto Virgilio Lispi, della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici dell’Umbria.
Nostra autorizzazione non serve «Abbiamo ricevuto il progetto di messa in sicurezza – ricorda Lispi – ma alla società in realtà non serve nessun nostro placet per iniziare i lavori. Ai sensi dell’articolo 27 del Codice dei beni culturali (decreto legge n° 42 del 2004, ndR) il cosiddetto ‘pronto intevento’ è immediatamente cantierabile, comunque entro la prossima settimana faremo pervenire la nostra autorizzazione ufficiale».
I lavori In pratica, almeno per ora, la villa sarà sottoposta solo a dei lavori di ‘protezione’ con una copertura provvisoria e puntelli delle parti pericolanti, per evitare ulteriori crolli. Interventi che, come già ribadito dall’assessore all’Urbanistica Marco Malatesta, prevedono «la messa a norma della recinzione attuale, la realizzazione di una gabbia esterna in tubi innocenti – come quella degli edifici ‘terremotati’, per intenderci -, una rete di travature interne, la posa di una copertura provvisoria per mettere al riparo l’immobile dalle precipitazioni, la messa in sicurezza dei solai dal primo livello alla copertura».
Nessun cronoprogramma «No, non c’è nessun limite di tempo per l’esecuzione di questi lavori», precisa ancora Lispi. «Nei mesi scorsi, insieme al Comune di Terni, abbiamo scritto una lettera all’Scs invitandola a provvedere, ricordando che la legge impone al proprietario la conservazione di un bene di interesse storico. Ci hanno risposto che lo avrebbero fatto. Dal canto nostro, monitoreremo tutte le fasi della messa in sicurezza, poi li inviteremo a presentare un progetto di restauro complessivo e vedremo se lo faranno».
Lettera al Ministero L’occasione è stata propizia per chiedere a Lispi di rispondere a un’altra domanda posta alla platea dell’incontro su Villa Palma di mercoledì pomeriggio, e cioè se abbia o meno inviato, come rappresentante della Soprintendenza, una lettera al ministero dei Beni culturali per chiedergli di fare i lavori necessari e poi metterli a carico della Scs secondo l’articolo n° 32 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (‘il Ministero può imporre al proprietario, possessore o detentore a qualsiasi titolo gli interventi necessari per assicurare la conservazione dei beni culturali, ovvero provvedervi direttamente’, ndR). «Teoricamente – precisa l’architetto – c’è la possibilità che il ministero si sostituisca ai privati ma con i tempi che corrono e la scarsa disponibilità di fondi – due anni fa, e fino al 2015, lo Stato ha deciso di non erogare più contributi per il restauro di beni privati – abbiamo deciso di non presentare nessuna richiesta in questo senso».
Scs: «Nessuna novità» Placet della Soprintendenza a parte, la situazione appare sostanzialmente immutata dopo la chiusura degli accessi alla villa e la pulizia delle aree circostanti l’edificio per consentire l’accesso dei materiali e l’installazione dei futuri ponteggi. «Stiamo lavorando – puntualizza Filippo Ranalli, liquidatore della Scs -; per quanto riguarda il reperimento dei 300mila euro necessari alla messa in sicurezza non c’è nessuna novità».
