La protesta del flashmob (foto Colonna)

Una lettera firmata dalle segreterie nazionali di Cgil (Federazione Lavoratori della Conoscenza), Cisl Università e Uil Rua (Ricerca Universitaria Afam) per chiedere un maggiore impegno da parte delle istituzioni locali per il mantenimento in vita dell’istituto musicale Briccialdi. Il tutto mentre altre amministrazioni e enti , come per esempio in Puglia, stanno facendo di tutto per salvare le proprie scuole d’eccellenza. Cresce così l’attesa per quale sarà il futuro dell’istituto musicale ternano anche in virtù della nuova convenzione che il Comune si appresta a sottoscrivere.

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L’esempio di Taranto «Mentre in Puglia – scrivono le tre sigle – le istituzioni si fanno in quattro per mantenere l’istituto Paisiello di Taranto, a Terni la popolazione rischia di vedersi privare del Briccialdi, con conseguente impoverimento per il territorio precludendo alle generazioni future la possibilità di una formazione artistica d’eccellenza. Il diritto allo studio rappresenta uno degli strumenti più importanti per rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che impediscono il pieno sviluppo della persona e per dare attuazione, quindi, a quell’eguaglianza sostanziale fra cittadini abbienti e meno abbienti che è alla base dell’articolo 3 della costituzione».

Troppi tagli I sindacati puntano il dito anche sui «pesanti tagli imposti dai governi negli ultimi anni su istruzione e cultura». Tagli che hanno portato ad una situazione per cui «per garantire la didattica il direttore del Briccialdi si troverà costretto a chiedere un maggior contributo agli studenti e alle famiglie gravandole di un ulteriore sacrificio».

Valore storico «L’istituto Briccialdi – proseguono i rappresentanti dei lavoratori – ha un valore storico-culturale di enorme importanza nella rete nazionale degli istituti di alta formazione artistica e musicale. E’ polo di formazione accademica di massimo livello e costituisce un patrimonio. Va ricordato che è in corso un percorso di statizzazione di tali istituti, con la legge 107/2015 che ha incrementato di 2,9 milioni per l’anno 2015 e di 5 milioni di euro il finanziamento del Miur proprio per garantire la sopravvivenza degli ex pareggiati in attesa della loro definitiva  statizzazione».

L’appello «Chiediamo – chiude il documento – un atto di grande attenzione da parte di tutte le istituzioni, sia politiche che economiche, nel contribuire alla crescita del territorio in maniera tangibile con un’azione sinergica e tempestiva, volta al mantenimento e alla valorizzazione dell’istituto».

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