La Cisl di Terni replica all’istituto Briccialdi che lunedì pomeriggio ha organizzato un flashmob davanti alla sede del sindacato per contestare la linea tenuta dalla sigla sul momento di transizione che vive la scuola musicale. «Siamo preoccupati – scrive il sindacato in una nota – per i fondi che il Comune metterà a disposizione del vostro istituto, perché potrebbero essere ridotti e allora si potrebbe essere costretti a suonare il Requiem, altro che Inno alla gioia (in riferimento al brano del flashmob, ndr)».
Flashmob contro la Cisl: fotogallery
Inno alla gioia: video
La replica della Cisl «Con l’iniziativa di lunedì – scrive la Cisl rivolta ai dirigenti del Briccialdi – ci avete confermato quanto sia indispensabile il sindacato e la sua azione di tutela e rappresentanza. La Cisl è da sempre dalla parte dei più deboli, degli ultimi, dei lavoratori e dei pensionati».
L’attacco Poi il sindacato si toglie qualche sassolino dalla scarpa. «Avremmo preferito avervi a nostro fianco quando abbiamo espresso i nostri dubbi e le non condivisioni sulle politiche dei tagli lineari previsti da questo Governo che mettono in discussione scuola, cultura, sanità, trasporti, lavoro e stato sociale. Avremmo preferito avervi accanto quando siamo scesi in campo per proporre una legge di iniziativa popolare su un fisco equo, lotta all’evasione fiscale, meno tasse e più servizi, nuovo assegno famigliare e il bonus di mille euro per tutti. Avremmo preferito avervi accanto quando siamo scesi in campo per esprimere la nostra contrarietà alla messa in liquidazione prima dell’Isrim, poi dell’Usi, poi ancora dell’Atc».
Funzione mai in discussione «Rispetto alla vicenda Briccialdi la Cisl non ha mai voluto o pensato di mettere in discussione la funzione, il ruolo, i meriti, la qualità dell’istituto, ma ha posto sempre e solo l’attenzione alla sostenibilità economica di tale istituto a fronte di una sua statalizzazione ancora da divenire, a fronte di un sostentamento economico da parte di una convenzione con il Comune di Terni che risultava e risulta essere la maggiore, se non l’unica, fonte di entrate dell’istituto».
Le preoccupazioni Per la Cisl il problema sta proprio sui banchi di Palazzo Spada, dove in questi giorni si sta discutendo della nuova convenzione. «Le nostre preoccupazioni per il futuro – spiegano i sindacati – sono nate dopo l’apertura del caso Briccialdi da parte del Comune di Terni che improvvisamente, un anno fa circa, scoprì che il contributo di 1,7 milioni di euro che elargiva era eccessivo e che tale convenzione ancora in essere aveva creato un debito al Comune di Terni di oltre 2 milioni di euro per i mancati rimborsi del personale comandato e di altre spese. Il rischio c’è e continua ad esserci ed è legato alla qualità e alla quantità dei finanziamenti che il comune iscriverà a bilancio da destinare all’Istituto Briccialdi che se non cospicui metteranno, loro sì, in discussione il futuro dell’Istituto stesso, del suo personale, dei suoi insegnanti e degli studenti. Allora si che la musica potrebbe cambiare dall’Inno alla gioia al Requiem».
