di Fabio Toni
La vicenda giudiziaria di Villa Maria Luisa mette in moto anche i sindacati dei pensionati, pronti ad avanzare alcune proposte alla Regione. Obiettivo, per i rappresentanti delle sigle confederali, «è tutelare la dignità dei ricoverati e garantire le strutture assistenziali che operano in maniera ottimale».
Il presupposto Per Oliviero Cappuccini (Spi Cgil), Roberto Tortoioli (Uilp) e Giorgio Menchini (Cisl), «la vicenda della casa di riposo ternana ha ferito tutta la comunità umbra. Dobbiamo fare il possibile – spiegano – perché tutto ciò non si ripeta». Poi, nel merito «ci è stato riferito che il personale Asl presente nella struttura, dopo il sequestro deciso dal giudice, non sia applicato a tempo pieno. È invece importante che ci sia una presenza costante, soprattutto in questa fase».
No generalizzazioni «Vogliamo evitare di fare di tutta l’erba un fascio. La maggior parte delle strutture – osservano – rispettano i criteri e le nostre richieste mirano a salvaguardare proprio queste realtà». Per i sindacati, però, la priorità sta nel rilancio dell’assistenza domiciliare: «Le famiglie devono essere sostenute. È l’unica strada per mantenere il più a lungo possibile le persone non autosufficienti all’interno della propria casa, con i propri cari. Per questo servono interventi diretti e concreti».
Le proposte Il confronto con la Regione sulle problematiche della non autosufficienza è aperto da tempo e l’episodio di Terni ha finito per riportare alcuni temi al centro della discussione. Circa i controlli nelle case di cura, Oliviero Cappuccini chiede un cambio radicale di rotta: «devono essere svolti senza preavviso e senza limitazioni di orario, nell’arco delle 24 ore. Oltre ai soggetti istituzionali autorizzati – spiega – devono partecipare anche figure qualificate come psicologi e assistenti sociali». Obiettivo: entrare a contatto più direttamente con le realtà delle singole strutture convenzionate. «Negli anni ’90 – ricorda Roberto Tortoioli della Cisl – esisteva una commissione specifica, a cui competevano sopralluoghi e controlli presso le case di cura pubbliche e private in convenzione. Un’esperienza importante, che vogliamo rilanciare direttamente».
Il ‘comitato dei familiari’ Fra le proposte dei sindacati, c’è anche la creazione di un ‘comitato dei familiari’ delle persone ricoverate. Un soggetto in grado di rappresentare le problematiche quotidiane, da portare poi all’attenzione degli enti che guidano il comparto assistenziale: Regione, Asl e distretti sanitari. «È importante creare un dialogo diretto con gli anziani e i loro familiari – osserva Giorgio Menchini -. Il lavoro delle autorità è fondamentale, al pari di un monitoraggio diffuso e condiviso che solo chi entra a contatto con queste realtà è in grado di mettere in atto».
Sel all’attacco Sulla vicenda di Villa Maria Luisa interviene anche Sel Terni che, oltre a chiedere la revoca dell’accreditamento della struttura, avanza alcune riflessioni. A partire dalla presenza dei privati nel settore socio-sanitario: «più volte ci è stato detto che bisogna lasciare spazio ai privati perché lavorano meglio e con costi minori. Non sempre è così e la vicenda di Terni lo dimostra». Sel condivide il punto di vista dei sindacati sull’assistenza familiare: «la necessità di accedere agli ospizi deve essere limitata il più possibile e le persone devono essere messe in grado di accudire a casa i propri anziani». Poi, le domande: «Al rilascio delle autorizzazioni da parte della Regione, corrisponde anche un rigoroso controllo della professionalità del personale impiegato? E quante verifiche vengono svolte dall’Asl dopo l’accreditamento?». Infine, i suggerimenti, come quello di «eliminare la pratica del massimo ribasso anche e soprattutto nell’erogazione di servizi socio-assistenziali. In troppi casi a rimetterci sono i lavoratori delle aziende appaltatrici e la qualità dei servizi erogati».

la sola strada è favorire l’assistenza domiciliare tramite ASSEGNI DI CURA e contributi badante come fanno in tutta Italia …ma la regione 6 anni li ha cancellati per raddoppiare i posti in convenzione presso le case di riposo …. chiaro no ?
Ecco cosa ha fatto invece la regione Umbria con il benestare dei sindacati … http://www.disabili.com/legge-e-fisco/articoli-legge-e-fisco/19893-umbria-assegno-di-cura-la-regione-lo-cancella#.Ufu5kDVH52E