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La sede Asm di Terni (foto Rosati)

«Serve un incontro urgente con il Comune per capire le intenzioni dell’amministrazione sul futuro di Asm». I sindacati di categoria delle tre maggiori sigle sindacali pressano Palazzo Spada dopo che nei giorni scorsi si è tornato a parlare di un piano del Comune di privatizzare parte della sua più importante azienda partecipata, ossia Asm. «Abbiamo già chiesto un incontro ma ancora nessuno ci ha dato udienza».

Rammarico e stupore A firmare la nota sono Filctem Cgil, Flaei Cisl e Uiltec Uil, insieme a alla Rsu aziendale. «Con grande rammarico e stupore siamo venuti a conoscenza tramite la stampa locale di una posizione assunta dal sindaco del Comune di Terni in merito alla privatizzazione di una parte di Asm, poi smentita dall’assessore al Bilancio (Vittorio Piacenti D’Ubaldi, ndr). Nonostante le ripetute richieste di incontro inviate, ad oggi, non abbiamo ricevuto alcuna convocazione, ciò in antitesi con quanto concordato all’ultimo incontro svoltosi a seguito della delibera della giunta comunale sulle privatizzazione delle partecipate».

Le ipotesi sul tavolo Sul futuro dell’Asm si è tornato a parlare nei giorni scorsi: nel corso dell’ultima riunione tra giunta e maggioranza è emersa l’ipotesi di una privatizzazione di Asm al 40 per cento anche con l’obiettivo di rientrare nel disavanzo di 3.5 milioni di euro iscritti nel bilancio consuntivo 2015. Ipotesi su cui a stretto giro di posta l’assessore D’Ubaldi ha precisato spiegando come «su Asm non c’è ancora niente di deciso». Nel corso della conferenza di presentazione del consuntivo lo stesso rappresentante dell’esecutivo ha però parlato di riorganizzazione delle partecipate.

L’incontro «Il Comune di Terni nelle figure del sindaco e dell’assessore al Bilancio – prosegue la nota sindacale – si era impegnato a convocarci per eventuali evoluzioni della situazione. Le organizzazioni sindacali, la Rsu e i lavoratori tutti esprimono totale contrarietà ad una eventuale ipotesi di vendita che servirebbe solo ed esclusivamente per un breve e temporaneo risanamento del bilancio comunale, non portando alcun beneficio né per i dipendenti, né per la cittadinanza, né tanto meno per uno sviluppo dell’azienda da noi fortemente auspicato. Siamo dunque nuovamente a richiedere un incontro urgente per capire le intenzioni del Comune sul futuro di Asm, delle sue partecipate, dei sui oltre 350 lavoratori e delle loro famiglie».