Un asilo (foto archivio)

di N.M.

Uilpfl e Cgil Fp puntano il dito contro il Comune rispetto ai servizi educativi. Con sottolineature molto negative emerse dopo l’ultimo incontro per le trattative con il Comune, mercoledì, e che mettono in luce un lavoro svolto, secondo le sigle, in modo inadeguato, nonché un processo verso la diminuzione dell’offerta formativa e lo smantellamento delle strutture, che privano la cittadinanza di uno dei servizi primari.

Uilpfl: «Peggioramento e mancata comunicazione» A esporre le problematiche esistenti, in primo luogo, è la Uilpfl, che diffonde una nota relativa alla riunione che si è svolta mercoledì a palazzo Spada,  «da cui è emerso – si legge – che ci sarà, in quantità e qualità, un peggioramento nei servizi educativi comunali, sia, cioè, nelle scuole materne comunali, sia negli asili nido: esempi di questo, fra gli altri, sono la diminuzione di sezioni nelle scuole Campitello e Grillo Parlante e l’erogazione dei pasti in alcuni plessi con lo sporzionamento dall’esterno». Inoltre, come fa presente il sindacato, i genitori interessati alle restrizioni, magari in vacanza e a pochi giorni dall’inizio dell’attività educativa, ancora non sarebbero stati informati delle novità che pure incideranno sull’organizzazione della loro vita familiare.

«Meno offerta per mancati pagamenti» La motivazione che più stupisce il sindacato Uilpfl è che il peggioramento dei servizi ,con la conseguente diminuzione dell’offerta formativa, non sarebbe dovuto a tagli di bilancio, ma all’impossibilità di assumere nuove insegnanti per via dei ritardi nei pagamenti verso fornitori da parte del Comune. «Il calo – dice la nota – che è emerso dalla riunione, non è a causa della diminuzione delle iscrizioni o dei tagli imposti dalle ristrettezze di bilancio, ma causa diretta soprattutto dell’impossibilità di sostituire con nuove assunzioni tre insegnanti che vanno in pensione. Non avendo quindi insegnanti a sufficienza occorre rivedere, diminuendola, l’offerta formativa. Per la verità l’assunzione di tre nuove insegnanti è possibile, in quanto è prevista nel piano delle assunzioni approvato dal Comune, che non può farla perché sanzionato, in quanto non paga nei tempi giusti i fornitori e non può per questo, per ‘punizione’, assumere. Certo – conclude la nota – che questa Italia è strana, sbagliano gli amministratori e ci rimette invece chi cerca lavoro e i cittadini che utilizzano i servizi!»

Cgil Fp: «Salvaguardare i servizi educativi» Anche la Cgil Fp va giù dura sulla questione dei servizi educativi per l’infanzia, considerati dal sindacato come un’eccellenza da salvaguardare per Terni, eccellenza che invece sta subendo uno «smantellamento», nonostante la situazione sia nota da anni. «Quello che ieri pomeriggio è stato comunicato nella trattativa sindacale – si legge nella nota Cgil – in continuità con una trattativa precedente di iniziativa Cgil Fp, ha messo in chiara evidenza che stiamo assistendo allo smantellamento dei servizi educativi per l’infanzia che da diversi mesi abbiamo denunciato in varie sedi, soprattutto in sede di II commissione consiliare, dove la sola Cgil Fp, insieme alle proprie iscritte, ha rappresentato un quadro di forte preoccupazione sulla tenuta dei servizi, che non è frutto di scelte politiche ed amministrative di pochi mesi, ma sicuramente di una gestione poco oculata che si protrae da diversi anni».

Richieste accolte Nella trattativa di giovedì, la Cgil Fp ha ricevuto una serie di risposte da parte dell’Assessore all’Istruzione, Carla Riccardi, rispetto a diverse richieste presentate. In particolare, avverrà una stipula di assicurazioni contro infortuni per bambini ed insegnanti, facendo pagare una quota minima al di sotto di 5 euro, consentendo di superare il limite delle uscite esterne per i bambini ed assicurando condizioni di sicurezza per tutti; vi sarà poi la predisposizione di un Regolamento sulle supplenze negli asilo nido per individuare criteri chiari di chiamata per le supplenze; saranno individuati criteri per la mobilità interna del personale dei servizi educativi, consentendo una maggiore trasparenza negli spostamenti degli istruttori, e sarà definito un codice deontologico e e i requisiti necessari per svolgere le varie mansioni all’interno dei servizi educativi.

Problemi irrisolti Tuttavia, le richieste accolte non bastano e la strada da fare per adeguare i servizi educativi è ancora lunga: «Pur apprezzando gli sforzi fatti dall’amministrazione – scrive Cgil Fp – nel raggiungimento di tali obiettivi e nel ridefinire un’organizzazione del servizio educativo che dopo il ‘pressing’ ha avuto una maggiore attenzione dell’Ente, non possiamo che continuare la nostra battaglia per la tenuta dei servizi educativi, riconosciuti da tutti in passato come un fiore all’occhiello di questa città, ma che ormai dopo i pesanti tagli del Bilancio e oggi l’impossibilità di assumere personale, in quanto l’Ente è definito cattivo pagatore, rischia di essere smantellato».

«Servizi non più adeguati, Comune si impegni» In servizio di eccellenza che era presente su Terni, spiega Cgil Fp, era stato costruito grazie all’esperienza e alla professionalità delle educatrici, che oggi vivono questo momento con grande sofferenza. «Il dato più drammatico -aggiunge il sindacato – è che negli ultimi tre anni la domanda delle famiglie per i servizi educativi è fortemente diminuita, evidenziando una riduzione della qualità dei servizi che non risponde più alle esigenze della famiglie. Gli educatori chiedono di avere la possibilità di essere i protagonisti, come nel passato, del cambiamento e del rilancio dei servizi educativi, anche attraverso proposte e suggerimenti concreti da proporre all’amministrazione. Chiediamo pertanto al Comune di Terni – concludono – di tutelare il patrimonio dei servizi educativi per l’infanzia e un vero impegno ad un ascolto costante di chi quei servizi ha contribuito a costruire diventando un esempio per molte città italiane. Attendiamo tale impegno dal Comune».

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