Nilo Arcudi

di Nilo Arcudi

La città di Perugia è da sempre caratterizzata da un modello educativo e scolastico, nidi e materne assolutamente all’avanguardia ed innovativo. L’esperienza della proposta educativa indirizzata ai bambini a Perugia così come in Toscana o in Emilia Romagna è punto di riferimento non solo in Italia, ma studiato in Europa e nel Mondo. La necessità di non arretrare o peggiorare rispetto ad una storia così straordinaria è un impegno di chi governa la città. Purtroppo è evidente che si sta andando in tutt’altra direzione.

L’affollatissima assemblea tenutasi a Balanzano, organizzata dalle associazioni dei genitori e dai comitati mensa, testimonia l’attenzione e la sensibilità che a Perugia c’è rispetto all’offerta formativa ed educativa che diamo ai nostri bambini. Il tentativo fatto in questi mesi di far scemare l’attenzione rispetto alle problematiche che la riforma del servizio mensa presso le scuole materne del Comune di Perugia, non è evidentemente riuscito. Tantissimi genitori, oltre ai comitati mensa ed alle associazioni, hanno confermato ed evidenziato le preoccupazioni che erano emerse e che avevamo ampiamente evidenziato nei mesi scorsi.

Innanzitutto la rottura di uno storico rapporto di condivisione, tra il Comune di Perugia ed i genitori dei bambini è un enorme danno che si produce rispetto alla programmazione formativa ed educativa dei nostri bambini e dei futuri cittadini di Perugia. Considerare i genitori, non come partner, ma come controparte è infatti il primo problema che avevamo da sempre sottolineato rispetto ad un nuovo modello di ristorazione nelle scuole che ha prodotto evidenti e gravi peggioramenti rispetto agli anni passati. Come era evidente si è confermato chiaramente, che il cambiamento, cos’ fortemente voluto dall’amministrazione , dall’assessore Waguè e dai dirigenti comunali nella sostanza ha prodotto un grave peggioramento nella qualità del cibo che i nostri bambini mangiano quotidianamente nelle scuole materne del Comune di Perugia.

In particolare si evidenziano puntuali disagi quali: inadeguatezza della qualità e della varietà del menù offerto, la riduzione delle grammature accompagnato dalla non attrazione del cibo produce in sostanza bambini che tornano a casa senza aver adeguatamente pranzato e quindi affamati. La sostituzione delle bottiglie dell’acqua, con l’acqua dei rubinetti non è stata accompagnata da un’adeguata completa ed esauriente analisi relativa alla qualità dell’acqua erogata nelle tubature delle scuole. Il superamento della presenza dei piatti e delle stoviglie di carta che come ormai evidenziato dall’organizzazione nazionale della Sanità produce al contatto con cibi caldi danni significativi alla salute delle persone ed in particolare dei bambini era un dato ormai acquisito e consolidato. L’amministrazione e l’assessore Waguè vanno incredibilmente nel senso opposto come testimonia il caso della scuola materna di Santa Lucia, dove in totale controtendenza con il buon senso e con tutte le assicurazioni fatte in questi anni, sono state sostituite piatti in ceramica con piatti e stoviglie di plastica. Invitiamo l’amministrazione ad intervenire per sanare immediatamente tale vicenda che ha davvero del grottesco.

Dopo diversi mesi dall’introduzione del nuovo progetto, è maturato ormai una consapevolezza di un passo indietro forte ed evidente rispetto alle precedenti esperienze che vedevano un pieno e totale coinvolgimento dei genitori e dei comitati mensa che con la loro attenzione e la loro sensibilità garantivano uno standard elevatissimo della qualità dei cibi e delle forniture. Tra l’altro, tale cambiamento, non sembra infatti aver prodotto quei risparmi così significativi (si parlava di 300mila euro) che era stato uno degli elementi centrali che aveva spinto l’amministrazione ad intervenire per cambiare il modello precedente. Al contrario è ormai evidente che le risorse che venivano utilizzate dai comitati per l’offerta didattica extra curriculare non sono state in nessun modo sostituite da altre risorse nel bilancio comunale .

Siamo pertanto preoccupati che alla fine questo cambiamento, non solo andrà ad incidere significativamente sulla qualità del cibo nelle nostre scuole, ma complessivamente inciderà anche sull’offerta extra didattica complessiva. Era necessario, come sottolineato più volte nella conferenza dei capigruppo, affrontare una grande e aperta discussione civile e democratica con la città attraverso un consiglio comunale aperto per discutere di come realizzare insieme la scuola ed il futuro dei nostri figli. Tale discussione è stata invece incredibilmente negata dalla maggioranza nonostante le costanti rassicurazioni provocando un grave precedente e un vulnus democratico. Chi governa ha l’obbligo di fare delle scelte ma anche il dovere etico e morale di tornare sui propri passi e individuare le soluzioni migliori per la nostra comunità. E’ questo il momento per farlo.

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