Un asilo nido (foto archivio)

È scontro duro tra sindacati e amministrazione comunale sul taglio ai servizi educativi. Tra due litiganti, ora c’è il parere dell’Anci che non impone le restrizioni cui fa riferimento l’assessore Riccardi ma anzi dà il via libera a procedere alle assunzioni di nuovo personale nelle scuole, evitando così ‘ghigliottine’ all’offerta formativa della città. Sarà interessante capire come l’amministrazione intenda procedere a questo punto: l’assessore in questo periodo ne ha di ‘gatte da pelare’, ma contattata telefonicamente da Umbria 24 ha risposto in merito: «Una bellissima svolta, stavamo giusto monitorando l’evolvere del caso con la dirigente del personale e il segretario generale del Comune, massima disponibilità a rivedere il tutto».

Sindacati Lo scorso 5 agosto si è tenuto un incontro tra le sigle del pubblico impiego e l’assessore alla Scuola del Comune di Terni, Carla Riccardi. Ad accendere i riflettori sulla vicenda, la scorsa settimana ci hanno pensato Uil e Cgil, la questione riguarda l’annunciato taglio ai servizi educativi con diminuzione dell’offerta formativa e smantellamento delle strutture d’infanzia e degli asili nido, misure contro la quale si è schierata anche l’Usb e Rinascita socialista e alla quale la Riccardi ha cercato di controbattere. Ora però, l’Anci costringe l’assessore a rivedere le intenzioni.

Pensionamenti Secondo quanto riferito dai sindacati a margine dell’incontro, questo ‘peggioramento’ dei servizi educativi comunali è stato giustificato dall’assessore competente (la Riccardi appunto) con l’impossibilità, da parte di palazzo Spada, di assumere nuove insegnanti per via dei ritardi nei pagamenti verso fornitori, più nel dettaglio, il Comune, sarebbe emerso dalla riunione, non può sostituire con nuove assunzioni tre insegnanti che vanno in pensione.

Usb Non avendo quindi insegnanti a sufficienza l’ente ha pensato bene di risolvere il problema diminuendo l’offerta formativa, così dopo la presa di posizione di Uil e Cgil, anche i colleghi sindacalisti dell’Usb sono intervenuti in merito, spiegando meglio il nodo della questione: «Il Comune – precisano – subisce una procedura sanzionatoria, per il mancato rispetto dei vincoli economici riferiti ai tempi usati per i pagamenti alle aziende, e per questo non sarà possibile sostituire il personale educativo ed insegnante che andrà in pensione (neanche con incarichi di supplenza, a tempo determinato)». Dalla spiegazione all’accusa il passo è breve: «Questa sarebbe una riorganizzazione? Questi sono puri tagli al servizio, ‘grandi forbici e poco buon senso».

Carla Riccardi «Leggo polemiche pretestuose – ha dichiarato l’assessore nei giorni scorsi – sulla mancata assunzione di personale nei servizi educativi comunali, come se questo dipendesse dalla volontà dell’amministrazione comunale. La verità è che il Comune di Terni per il 2015 non può procedere a nuove assunzioni perché così prevede la normativa sui parametri finanziari. Ebbene la normativa prevede, tra l’altro, che per incrementare i propri organici occorra rispettare i tempi dei pagamenti ai fornitori, fissati in 60 giorni dal 1° gennaio 2015, mentre precedentemente il termine era di 90 giorni. Il Comune di Terni invece, pur avendo dimezzato il tempo di evasione delle fatture, attualmente si aggira sui 100 giorni. Per questo non possiamo procedere a nuove assunzioni per gli educatori e il personale ausiliario nelle scuole materne e di infanzia».

Anci In risposta a quanto affermato dall’assessore, c’è però una nota dell’Anci, segnalata anche da Andrea Fabbri di Rinascita socialista, che sovverte la ‘giustificazione’ fornita. Secondo il parere espresso dall’Associazione nazionale Comuni italiani, sebbene palazzo Spada non abbia rispettato i tempi di pagamento dei fornitori così come previsto da altre leggi, esula dal divieto di assunzioni.  Al fine di ricollocare il personale della Provincia, piuttosto, dovrebbe procedere alla selezione di profili idonei a ricoprire ruoli nelle scuole dell’infanzia o negli asili nido di diretta gestione comunale, anche attraverso l’indizione di specifici concorsi. Polemiche pretestuose dunque quelle dei sindacati? Pare di no, ma l’assessore ha già manifestato la propria disponibilità a procedere alle assunzioni ammesse.

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