di Francesca Torricelli
‘Se permettete parliamo di emozioni’ è il titolo del medio metraggio, di circa 30 minuti, realizzato dai ragazzi del Centro studi Manzoni, che verrà proiettato giovedì 18 dicembre nella sala dell’orologio del Caos.
Il Centro studi Manzoni opera nel settore del recupero degli anni scolastici. L’obiettivo del centro è quello di ricostruire il piacere per lo studio, orientare gli studenti verso il percorso più congeniale, oppure aiutarli a portare a termine quello già intrapreso, e supportarli in ogni passaggio del percorso formativo, al fine del raggiungimento del diploma.
Il progetto La realizzazione di questo film «è stato il pretesto per ottenere degli obiettivi specifici nel percorso educativo degli studenti», spiega Francesca Capitani, docente e coordinatore del progetto. «Questo progetto educativo, che ha coinvolto alcuni studenti dai 15 ai 23 anni, ha duplice obiettivo di aiutarli nella ricerca di un’autostima che alla loro età è vaga e senza equilibrio, e di ricreare un sano gruppo sociale fatto di condivisione e reciproco sostegno, in una società ormai personalistica e dedica al solo fine opportunistico».
I problemi La capacità critica di risolvere problemi «in un’attività a loro completamente sconosciuta – aggiunge l’insegnante – li ha aiutati ad avvicinarsi al piacere dello studio finalizzato alla conoscenza per ottenere un fine. Lo studio troppo spesso, viene vissuto come attività svuotata di senso, non utile. E risolvendo problemi, trovando soluzioni reali, trasformando la teoria in pratica e successivamente in prassi, in abitudine, i ragazzi hanno compreso che la conoscenza li aiuta nella vita quotidiana, ma anche che conoscendo possono risolvere questioni impossibili. Realizzare un film era cosa impossibile, per il nostro gruppo di lavoro all’inizio».
Fare gruppo «Uno degli obiettivi dell’intervento formativo – spiega ancora Francesca Capitani – era quello di creare relazioni significative, di relazionare i ragazzi in modo corretto ed emozionale, piuttosto che occasionale e profittatore. Lavorare in team non solo per divisione di compiti, quanto per accordi e condivisioni. Scegliere un leader liberamente per essere accompagnati verso la meta».
I risultati ottenuti Ciò che rende particolarmente orgogliosa l’insegnante coordinatrice del progetto «è l’impegno, la devozione, la passione con cui i ragazzi si sono dedicati alla realizzazione del film e quindi al raggiungimento degli obiettivi. La caparbietà nelle decisioni da prendere. Se inizialmente le decisioni avvenivano sul piano del più forte, successivamente i ragazzi hanno cercato di trovare accordi, hanno riconosciuto la figura del leader che potesse trascinare il gruppo e facilitare le attività, hanno preso coscienza che quel lavoro apparteneva loro, tanto da difenderlo da chi non ne ha compresa l’importanza».
