Un momento del dibattito

di Francesca Torricelli

Il dibattito sull’università ternana non sembra proprio placarsi. Anzi. Gli studenti, sostenuti da una buona parte di docenti, sono ancora molto propositivi e hanno un grande bisogno di chiarimenti dalle cariche istituzionali. Martedì, nel corso dell’incontro ‘Università e ricerca – quale futuro per Terni’, organizzato dal Pd, si sono confrontati il prorettore Pietro Burrascano, l’assessore comunale Sandro Piermatti, il candidato al senato Gianluca Rossi, studenti e docenti.

Burrascano «Il futuro nazionale dell’università sarà pieno di cambiamenti, la torta si stringerà sempre di più e le fette verranno ripartite solamente tra quelle realtà valutate migliori di altre per corsi e strutture», ha ribadito Pietro Burrascano, lanciando un messaggio: «L’impegno dell’università di Terni dovrà essere quello di formare giovani in base alle tematiche territoriali. Le attività che verranno sviluppate, dovranno entrare in osmosi con il mondo produttivo, anche se, purtroppo, imprese e università non sempre hanno rapporti per la produzione scientifica».

Piermatti Pronto ad incrementare il dibattito, l’assessore Piermatti ha tenuto a precisare che «sicuramente in passato a Terni si sono fatte scelte sbagliate, o quanto meno discutibili, ma prendendo come esempio la facoltà di scienze politiche, non è stata nostra la totale decisione di chiusura, ma questo è avvenuto dopo che, da parte dell’università, sono state presentate delle reali problematiche di sostenimento». Bisognerà ora «avviare un percorso, avere un vero e proprio piano strategico, per far capire a Perugia che l’università ternana, per l’ateneo, non sarà un peso, ma una vera e proprio risorsa territoriale».

La storia Illuminanti le parole di un docente di Ingegneria: «Mi sono trasferito a Terni circa 18 anni fa, per insegnare e appena arrivato in facoltà c’era solamente un’aula e un telescopio. Per i corridoi non incontravi quasi nessuno. Piano piano, grazie all’impegno comune, le cose sono andate sempre meglio creando un centro d’interesse. Ora, purtroppo, le cose stanno peggiorando e la contrazione è preoccupante». E dice, chiaro, quello che molti sussurrano: «Noi abbiamo un punto di forza sul quale fare leva; laboratori come i nostri non ce ne sono a Perugia. Purtroppo, però, di punti deboli ne abbiamo un bel po’, a partire dal calo degli iscritti fino ad arrivare alle strutture, cantieri aperti e aule senza finestre. Non sarà che è stato investito troppo su medicina, quando basterebbe ridimensionare leggermente le cose e dare qualcosina in più a noi?».

Rossi Una sintesi interessante la fa Gianluca Rossi: «Nell’incontro – spiega – è emersa con chiarezza l’esigenza di un rilancio del polo universitario di Terni. In questo senso è necessario aprire una nuova fase, riprendendo il confronto con l’università di Perugia e valutando un’eventuale revisione dell’accordo di programma. Le razionalizzazioni rischiano di impoverire il polo ternano che invece deve essere rafforzato, in un’ottica di dialogo e confronto con le istituzioni universitarie».

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