di Massimo Colonna
Un ‘raccordo’ delle piste ciclabili in città e la realizzazione di quattro nodi di interscambio ai margini del centro storico. Questa la ricetta con cui il Comune di Terni vuole rivoluzionare il piano del traffico puntando sulla viabilità alternativa. Il tutto anche grazie al ‘Sistema a pendolo’, uno schema che punta proprio a rivedere i flussi di traffico.
Progetto inserito nel Dup E’ il progetto che emerge dalle oltre 400 pagine del Dup, il Documento Unico di Programmazione che in questi giorni la giunta del sindaco Leopoldo Di Girolamo sta presentando ai consiglieri della terza commissione consigliare e che detta le priorità di spesa di Palazzo Spada. Nel documento vengono anche indicati i progetti cantierabili nel triennio 2016-2018. E nel capitolo che riguarda i lavori pubblici ecco che spunta anche un nuovo modello, il cosiddetto ‘Sistema a pendolo’, secondo il quale «i mezzi più ingombranti – come si legge nel documento – si attesteranno sul perimetro del centro in nodi di interscambio organizzati, per poi proseguire di nuovo verso l’esterno».
Dove sono i quattro nodi E in questi nodi di interscambio un ruolo cruciale lo avranno le piste ciclabili e le postazioni di bike sharing. I quattro punti individuati dal Comune sono quelli a margine del centro storico: la stazione ferroviaria, vocabolo Staino, corso del Popolo e piazza Dalmazia. Qui saranno realizzati i nuovi snodi del traffico attraverso i quali i tecnici puntano a «salvaguardare il centro città, definito dall’attuale zona a traffico limitato, dal traffico pesante facendo in modo che il centro sia servito solo da mezzi ecocompatibili e sostenuto al contempo da mobilità alternative di supporto».
Agenda urbana I fondi saranno reperiti tra il progetto di Agenda Urbana e i tempi di realizzazione prevedono un impegno complessivo che arriva fino al termine del 2018. «Grazie ai finanziamenti di Agenda Urbana – si legge nelle pagine del Dup – l’obiettivo che ci si pone è quello di ricucire tutte le piste ciclabili esistenti, a partire da quelle a ridosso del centro storico, per rendere efficaci e sicuri i percorsi ed i servizi collegati alla ciclabilità come il bike-sharing da e verso i nodi di interscambio. Successivamente si potrà intervenire nei collegamenti con le piste ciclabili periferiche, soprattutto e principalmente con quelle verso punti di interesse come l’ospedale, il polo siderurgico e le sedi universitarie». Anche perchè negli ultimi anni qualcosa a livello di piste ciclabili non ha funzionato in città. Ad ammetterlo sono gli stessi tecnici comunali. «La città – si legge nel Dup – per la maggior parte posta in pianura è naturalmente adatta alla mobilità ciclistica, modalità questa poco usata nei decenni scorsi ma che ora, sia per la crisi economica, sia per l’accresciuta sensibilità ecologica sta ritornando in auge. Terni dispone di una buona rete di piste ciclabili che, tuttavia, a causa di interventi episodici dovuti a successive e scollegate lottizzazioni, non è di fatto omogeneamente distribuita, nè tanto meno i vari tratti sono perfettamente collegati tra loro».
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