di Massimo Colonna

Sette aree definite «critiche», di cui sei nella zona di Prisciano e una a Cervara Alta. Qui il Comune punta ad «incrementare i campionamenti di matrici agroalimentari, di acque sotterranee e suoli superficiali, con una specifica campagna anche tramite deposimetri sulle polveri da ricaduta». Scatta così un nuovo affondo di controlli ambientali disposto dall’amministrazione dopo l’ultima ordinanza del 4 maggio scorso che ancora  a Prisciano, storico quartiere accanto alla Tk Ast da sempre alle prese con il problema delle polveri, ha detto stop a coltivazioni e allevamenti.

La delibera A definire il nuovo progetto è la delibera numero 98 che l’esecutivo ha adottato il 4 maggio scorso, che ha per oggetto ‘Monitoraggio della contaminazione nella conca ternana. Proposta aree critiche per approfondimento indagini’. In sostanza il Comune ha individuato sette aree, di cui sei nella zona di Prisciano e un nella vicina Cervara Alta, in cui secondo i tecnici servono maggiori approfondimenti sul fattore ambientale.

Il tavolo tecnico Tutto è partito quando la Regione nel 2011 ha disposto il ‘Piano regionale di monitoraggio dei contaminanti ambientali in alimenti di origine animale e vegetale’ prodotti nel sito di interesse nazionale di Terni-Papigno. Nell’ambito di questo protocollo sono stati disposti «controlli nella conca ternana con particolare riferimento alle zone del polo siderurgico e del polo di incenerimento dei rifiuti», come si legge nella delibera. Dalle analisi sono emerse delle «non conformità a seguito delle quali la Usl 2 ha adottato azioni conseguenti». Parallelamente è stato istituito dalla Regione un tavolo tecnico, che ha elaborato un Piano operativo di monitoraggio della filiera agro-alimentare che vale per gli anni 2015-2019.

La posizione della Usl 2 A quel punto, si legge nella delibera, «il dipartimento di prevenzione della Usl Umbria 2 proponeva al sindaco di emanare una ordinanza per prevenire una contaminazione delle matrici animali e vegetali ‘nei territori che l’Arpa definirà come a maggior rischio di contaminazione e che comprenda almeno le zone di Prisciano e Cervara Alta’, tramite misure di coltivazione e allevamento di animali da cortile al coperto». Il M5s a tal proposito ha presentato un’interrogazione per chiedere a sindaco e giunta la ragione per cui l’ordinanza interdittiva sia limitata alla sola zona di Prisciano e come mai dunque il principio di precauzione non sia stato adottato anche su Cervara alta e strada di Santa Maria Maddalena.

Prisciano e Cervara Alta Dal documento approvato dalla giunta si evince poi che i tecnici ritengono di «dover quanto prima implementare il monitoraggio nelle aree circostanti a quelle ove sono state rilevate non conformità, in particolare nelle zone di Prisciano e Cervara Alta». «Nelle suddette aree critiche si ritiene utile vengano implementati non solo i campionamenti di matrici agro alimentari, di acque sotterranee e suoli superficiali, ma venga anche svolta una specifica campagna, tramite deposimetri sulle polveri da ricaduta», ossia strumenti utilizzati proprio per il campionamenti di agenti volatili.

La decisione La deliberazione riguarda dunque «l’individuazione di sette aree critiche da sottoporre al tavolo tecnico per l’implementazione del monitoraggio della contaminazione», «la richiesta di implementazione del monitoraggio della contaminazione nelle aree di cui al punto 1, tramite ulteriori campionamenti di matrici agro alimentari, di suoli e acque sotterranee nonché di polveri da ricaduta, al fine di delimitare le aree a maggior rischio di contaminazione».

Twitter @tulhaidetto

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