di M.To.
La galleria è ‘giovane’, ma ci piove dentro. Il cemento della galleria ‘Tescino’, sulla superstrada Terni-Rieti, sta già cedendo in più punti – si tratta di un’opera lunga un chilometro e mezzo, costata molti milioni e aperta al traffico appena due anni fa – e l’acqua (se solo di acqua si tratta) la fa da padrona. Ma Italia Nostra e Wwf lanciano un allarme ben più serio.
I timori «Chi conosce la storia di questa galleria; e quella dei laghetti di veleni, delle acque al cromo esavalente affiorate anni fa durante lo scavo – denunciano le due associazioni ambientaliste – è particolarmente preoccupato di quanto accade oggi». Perché il timore è che, «dalla discarica, il percolato si stia facendo implacabilmente strada. Se così fosse, saremmo dinanzi a un refluo in grado di corrodere progressivamente lo stesso calcestruzzo del tunnel. E la situazione potrebbe richiedere persino un risanamento strutturale onde evitare più gravi conseguenze, risanamento che stavolta dovrebbe spingere le Autorità a decontaminare davvero la sovrastante discarica, una bomba chimica che, lo ricordiamo, è inclusa da tempo tra i Siti di interesse nazionale per le bonifiche individuati su Terni dal ministero per l’ambiente, unitamente alle aree industriali dismesse di Papigno e Gruber-Centurini».
La storia Dopo la scoperta, nel 2008, di una falda contaminata dal cromo esavalente, emersa durante gli scavi del tunnel e riversata impropriamente nel Tescino «si registrò – ricordano Italia Nostra e Wwf – l’intervento della procura della repubblica di Terni. Vennero installati due impianti di trattamento, sistemi di filtraggio che poi, in soli dieci mesi, processarono ben 98mila metri cubi di acqua ‘cromata’, altrimenti dispersi in modo assai diverso».
Le domande Gli ambientalisti insistono e pongono domande inquietanti: «Si sta oggi ripetendo un fenomeno simile? Fu eseguito quanto tecnicamente possibile per evitare lo sversamento di percolato in galleria? Quali condizioni di sicurezza garantisce la discarica ai lavoratori e all’ambiente? Quali volumi di percolato sta trattenendo il cemento? C’è il rischio di intaccare acque sotterranee? Esistono rischi per la salute pubblica e per la sicurezza stradale nel tunnel?
I provvedimenti Secondo Wwf e Italia Nostra «Se non lo ha già fatto, sarebbe bene che Arpa avviasse subito i monitoraggi del caso, come già avvenuto in passato e, qualora tutto fosse confermato, Tk-Ast, soggetto proprietario e gestore della discarica, dovrà agire senza indugi, considerando che si tratta di rifiuti da captare e smaltire secondo precise disposizioni di legge. Il percolato, ad esempio, non potrebbe finire a terra, né nella pubblica fognatura».
L’Anas Per il momento solo in maniera informale l’Anas fa sapere che «il liquido oggetto della denuncia è semplice acqua. Sono stati fatti dei prelievi ed effettuate delle analisi, che hanno escluso la presenza di elementi inquinanti». Ma la galleria ha solo due anni di vita: «Sono già state avviate le procedure che porteranno alla realizzazione di misure atte alla risoluzione del problema». Verranno fatte, insomma, «delle iniezioni di resina, che permetteranno di chiudere le falle che sono certamente prodotte nel sistema di impermeabilizzazione». Il problema sarà trovarle tutte, le falle. E sempre che la procura della repubblica non decida di riaprire il fascicolo.
