La galleria 'Tescino'

di M. To.

Piove a dirotto. Dice «bella scoperta, piove dappertutto». Sì, ma dentro le gallerie no. E invece sì, dentro la galleria ‘Tescino, sulla Terni-Rieti – che l’Anas aveva chiuso per un paio di settimane, un mese fa, per risolvere i problemi di infiltrazione – ha ripreso infatti a piovere.

La denuncia A segnalare il fatto era stata Italia Nostra: «Già un mese fa avevamo vagheggiato la necessità di un risanamento strutturale, certo costoso, ma apparentemente necessario dinanzi a un fenomeno così pervasivo e probabilmente non eravamo andati lontani dal vero». Lunedì siamo andati a controllare e, prima che ci cacciassero, siamo riusciti a registrare un breve filmato.

IL VIDEO: PIOVE IN GALLERIA

I lavori Come è noto, ricorda Italia Nostra, «la galleria era già stata chiusa a inizio gennaio 2014, ad appena due anni dall’inaugurazione, a causa di infiltrazioni di liquidi non identificati. Il tunnel fu scavato sotto le discariche ThyssenKrupp. L’opera salì subito agli onori delle cronache per il famigerato ‘laghetto dei veleni’ di cromo esavalente saltato fuori all’avvio dei lavori».

Cosa piove in galleria? Gli ambientalisti ripropongono la questione: «Domandiamo ancora una volta all’Arpa cosa contengano le acque che precipitano sull’asfalto della galleria e se esistano pericoli per la salute umana. La città e tutti gli automobilisti devono sapere. Da settimane stiamo esponendo alla pubblica opinione e alle autorità grandi criticità ambientali: nichel e cromo a terra in quantità esorbitanti; un quartiere ricoperto ciclicamente dalle polveri; un Sito di interesse nazionale la cui bonifica è meno di un periodo ipotetico del terzo tipo (o dell’irrealtà), mentre le discariche di Pentima e Valle restano lì come bombe ecologiche, ipotecando il futuro della nostra comunità».

Il prefetto Per tutti questi motivi, dice Italia Nostra, «alla luce dell’emergenza in essere, chiederemo formalmente l’intervento del governo tramite il prefetto di Terni: a questi intendiamo rappresentare non solo le vive preoccupazioni delle associazioni e dei residenti per quanto sta accadendo – e non certo da oggi – ma anche sollecitare le necessarie quanto indifferibili soluzioni. Le opinioni degli autentici responsabili di tale storia non servono a cambiare le cose».

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