di M.C.
Tutto pronto per definire la realizzazione di un centro diurno per soggetti psichiatrici a Piediluco. L’iter amministrativo è avviato ma intanto sono stati fissati i paletti per il progetto che negli anni passati ha trovato diverse fazioni dei residenti contrari all’iniziativa. Il primo passaggio è già in calendario: la giunta Di Girolamo ha infatti deliberato la proposta del cambio di destinazione d’uso dei locali della parrocchia. Cambio che sarà deciso dal voto del consiglio comunale di Palazzo Spada. Primo step per il futuro centro.
La delibera Il piano viene spiegato nella delibera numero 302. “La parrocchia di Santa Maria del Colle – si legge nel documento firmato dall’esecutivo Di Girolamo – ha presentato una proposta plani-volumetrica relativa agli immobili di sua proprietà contenete la richiesta di precisazione di destinazione d’uso e delle modalità di attuazione dell’intervento, finalizzato alla realizzazione di un centro diurno per soggetti psichiatrici da gestire da parte della coop sociale Tabor».
L’edificio La struttura in questione è quella di via dell’Osteria 49, a Piediluco, a vocabolo Valle Spoletina. Nella delibera si legge anche il progetto di costruzione: il centro psichiatrico su 129 metri quadri, un alloggio per il custode su 61 metri quadri, sei posti auto ad uso pubblico e un giardino di 1.600 metri quadri.
Ora il voto del consiglio Negli anni passati l’ipotesi di realizzare un centro psichiatrico, anche se in una zona diversa, a Piediluco era stata contestata. Ora la giunta ha proposto il cambio di destinazione d’uso dell’immobile, che dovrebbe passare da “insediamenti residenziali” a “centro diurno”: un passaggio che dovrà però passare dal voto del consiglio comunale.
Twitter @tulhaidetto

Qualche puntualizzazione necessaria visto che l’autore dell’articolo ha commesso diverse imprecisioni nell’illustrare la vicenda.
La struttura di via dell’Osteria 49 viene utilizzata dai ragazzi della Casa del Giovane come laboratorio fin dai tempi di Don Mario e quindi da almeno 30 anni, la richiesta di apertura del centro diurno ha solo carattere formale e legale ma non cambierà nulla rispetto all’attuale utilizzo dello stabile.
Il progetto non ha nulla a che vedere con quello che negli anni passati ha trovato l’ostruzionismo dei residenti, quì infatti si tratta di utilizzare dei locali (già usati tra l’altro ,come spiegato sopra) per le attività manuali e sociali degli ospiti già presenti nella struttura della Casa del Giovane, l’altro progetto prevedeva di adibire un albergo a casa di cura per malati mentali.
Forse prima di fare articoli e titoloni sarebbe il caso di documentarsi un attimo?
Qualche puntualizzazione necessaria visto che l’autore dell’articolo ha commesso diverse imprecisioni nell’illustrare la vicenda.
La struttura di via dell’Osteria 49 viene utilizzata dai ragazzi della Casa del Giovane come laboratorio fin dai tempi di Don Mario e quindi da almeno 30 anni, la richiesta di apertura del centro diurno ha solo carattere formale e legale ma non cambierà nulla rispetto all’attuale utilizzo dello stabile.
Il progetto non ha nulla a che vedere con quello che negli anni passati ha trovato l’ostruzionismo dei residenti, quì infatti si tratta di utilizzare dei locali (già usati tra l’altro ,come spiegato sopra) per le attività manuali e sociali degli ospiti già presenti nella struttura della Casa del Giovane, l’altro progetto prevedeva di adibire un albergo a casa di cura per malati mentali.
Forse prima di fare articoli e titoloni sarebbe il caso di documentarsi un attimo?