«Niente passi indietro sui nostri diritti. Siamo pronti a chiedere in massa il rimborso delle tariffe pagate fino al 2028». Così il Comitato dei residenti della zona a traffico limitato di Terni nell’esprimere totale e ferma contrarietà all’ipotesi di trasformazione del sistema di accessi controllati al centro cittadino, quando il Comune non ha ancora deliberato sulla materia.
«Questa decisione – osservano – non rappresenta soltanto uno schiaffo alla vivibilità, alla salute e alla sicurezza di chi abita nel cuore della città, ma si configura come una palese e inaccettabile violazione dei diritti economici dei cittadini. È bene ricordare all’amministrazione una realtà numerica e finanziaria incontestabile: la platea dei residenti (titolari dei permessi di Tipo ‘R’, pari a circa 8.000 contrassegni) ha regolarmente corrisposto al Comune di Terni e a Terni Reti una specifica tariffa pubblica. Molti di questi permessi sono stati rinnovati e pagati con validità garantita e certificata almeno fino a gennaio 2028. L’apertura indiscriminata della Ztl, farà venir meno la causa stessa per cui quella tariffa è stata riscossa, provocando l’immediata interruzione del servizio e la decadenza del presupposto tariffario».
«Oltre allo scippo dei permessi già pagati – si legge in una nota del comitato -, questa decisione sconsiderata colpirebbe direttamente il patrimonio dei cittadini: l’apertura dei varchi provocherebbe l’immediata svalutazione economica delle abitazioni del centro storico, private della tutela ambientale e logistica che una Ztl garantisce. Non solo: i residenti si troverebbero costretti a spendere somme ingenti per l’affitto o l’acquisto di garage privati e per abbonamenti a parcheggi a pagamento, nel disperato tentativo di rimediare alla perdita dei posti auto su strada invasi dal traffico esterno. Un salasso continuo e intollerabile che graverà ingiustamente e unicamente sulle tasche di chi vive da sempre e chi ha scelto di vivere e investire nel centro della città».
Per questo motivo il Comitato annuncia fin da ora che: «Se la Ztl verrà aperta, i residenti attiveranno immediatamente una mobilitazione legale e di massa per richiedere il rimborso totale o proporzionale (pro-rata) delle somme versate per permessi che non avranno più alcuna utilità fino alla loro naturale scadenza del 2028. L’Amministrazione Comunale e Terni Reti si preparino a dover restituire le quote di circa 8.000 contrassegni ‘R’. Ipotizzando un rimborso medio prudenziale di soli 100 euro a permesso, si profilerebbe un esborso immediato di ben 800.000 a carico dell’ente pubblico». A Palazzo Spada, della vicenda si starebbe occupando l’assessore ai Lavori pubblici Sergio Anibaldi, col quale, nella giornata odierna, Umbria24 non è riuscita a stabilire un contatto.
