di Re.Te.
Due équipes dell’ospedale di Terni, insieme, per un intervento che apre le porte a nuove implementazioni terapeutiche e, soprattutto, alle speranze di pazienti con gravi problematiche relative al fegato.
L’intervento La struttura complessa di epatologia e gastroenterologia, in collaborazione con la struttura complessa di nefrologia e dialisi, ha eseguito per la prima volta un particolare trattamento dialitico con albumina che utilizza la tecnologia Mars (Molecolar adsorbent recirculating system) per sostituire momentaneamente o per brevi periodi la funzione epatica, aprendo nuovi orizzonti per il trattamento dell’insufficienza epatica acuta.
Quartini «Questa metodica – spiega il direttore della struttura complessa di epatologia e gastroenterologia, Mariano Quartini – trova indicazione nel trattamento dell’insufficienza epatica acuta, dovuta per esempio a farmaci o avvelenamento da funghi, in caso di peggioramento acuto di una cirrosi ma anche come intervento ‘ponte’ in attesa di trapianto di fegato. Ma è applicabile anche in caso di insufficienze epatiche dopo intervento chirurgico complicato o per supportare il recupero del paziente».
Nori Nel dettaglio si tratta di una metodica «di depurazione extracorporea – spiega Gianrenato Nori, della struttura complessa di nefrologia e dialisi – che è in grado di rimuovere dal sangue sostanze tossiche sia libere nel plasma sia legate all’albumina, con conseguente miglioramento delle condizioni cliniche e dei parametri di laboratorio della funzione epatica. Dopo tre sedute consecutive di questa ‘dialisi del fegato’, della durata di 8 ore ciascuna, il valore è diminuito, consentendo di poter eseguire l’intervento di asportazione di un linfonodo che ha permesso di formulare la diagnosi definitiva di linfoma».
Casciari L’intervento è stato eseguito su un paziente di 75 anni residente nel Lazio e «con questa ulteriore implementazione tecnologica – commenta il direttore generale, Andrea Casciari – l’azienda ospedaliera di Terni si conferma come centro di alta specialità e, grazie alla collaborazione tra le due strutture, si pone come punto di riferimento interregionale per il trattamento delle gravi insufficienze epatiche, pur non avendo un centro di trapianti di fegato nella regione».
