Il taglio del nastro

di Re.Te.

La sezione di Terni dell’istituto zooprofilattico sperimentale di Umbria e Marche si rinnova e lascia gli uffici di via Muratori. Lunedì mattina è stata inaugurata la nuova sede di via Carlo Alberto Dalla Chiesa, accanto agli uffici e ai laboratori dell’Arpa. «Si tratta di una costruzione moderna, con servizi e laboratori avanzati – affermano dall’ente – che permetteranno di potenziare l’attività di monitoraggio e di controllo del territorio, in una contiguità strategica con l’agenzia per la protezione ambientale dell’Umbria (Arpa)».

La nuova struttura darà nuovo impulso al centro sulla ittiopatologia, attivo dal 2000, e anche al nascente servizio entomologico-veterinario, centrato sulla patologia delle api e sul controllo degli insetti dannosi per uomini e animali. All’interno della sede proseguiranno le tradizionali attività di ricerca, formazione e divulgazione nei confronti della cittadinanza. All’inaugurazione, oltre a Paolo Lilli (presidente) e Silvano Severini (direttore generale dell’istituto), sono intervenuti la presidente della Regione Catiuscia Marini, il vicepresidente della camera dei deputati Marina Sereni, il sindaco di Terni Leopoldo Di Girolamo, Piergiuseppe Facelli per il ministero della salute e il senatore Gianluca Rossi.

Catiuscia Marini «Questa inaugurazione – ha detto la presidente della Regione, Catiuscia Marini – rappresenta una ulteriore tappa di consolidamento del ruolo e della funzione dell’istituto zooprofilattico quale fondamentale presidio per la sicurezza alimentare, che opera all’interno del nostro sistema sanitario e la cui missione è anche un valore per il sistema economico e produttivo». La tutela della nostra salute, ha ricordato la presidente, «inizia dai campi e dalle stalle. Ed è lì che la funzione dell’istituto è di straordinaria importanza, nell’interesse non solo degli animali, dei produttori di tutta la filiera alimentare, ma dell’intera collettività». Significativa, infatti, «è anche la nuova organizzazione dell’istituto, che vede operare al suo interno, appunto in termini di ‘sistema integrato’,  le diverse professionalità – veterinari, ricercatori, analisti, biologi – che con esso collaborano e che appartengono all’Università degli studi ed al Servizio sanitario regionale».

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