di Massimo Colonna
Minori interessi sui prestiti dei mutui accesi e un differenziale di quasi un milione e mezzo di euro spostato da una voce all’altra dai capitoli del bilancio di previsione. Questa in estrema sintesi la fotografia scatta dalla delibera della giunta Di Girolamo per il bilancio di assestamento 2015. Operazione complessiva da quasi sette milioni di euro, se ci si mettono dentro anche storni e partite di giro con altri enti. Il consiglio di Palazzo Spada dovrà votarla entro il 30 novembre.
Versione minimal «Manovra minimalista», la definisce l’assessore al ramo Vittorio Piacenti D’Ubaldi, presente alla conferenza stampa convocata nel pomeriggio di mercoledì insieme al sindaco Leopoldo Di Girolamo e all’assessore alla Cultura Giorgio Armillei. Nella delibera nessun cambiamento sostanziale a livello di coperture economiche: una partita di spesa corrente da quasi un milione e mezzo di euro “tolti da alcuni settori rispetto al bilancio di previsione e inseriti in altri capitoli di spesa in cui nel frattempo sono emerse necessità”.
I tagli I settori del bilancio di previsione che dovranno subire tagli sono: Atc and Partners, la quota associativa Gal, manutenzioni, bonifiche ambientali, spese per le elezioni, l’Iva da versare all’erario, Asm e il fondo di progettazione dell’attività urbanistica. Capitoli con limature che vanno dai 534 euro dal Gal (il Gruppo di Azione locale) fino ai 350mila delle manutenzioni.
Mutui Prima della delibera con l’assestamento la giunta ha anche firmato un documento analogo per la rinegoziazione dei mutui accesi con la Cassa depositi e prestiti, anche in virtù del nuovo accordo firmato tra l’istituto di credito e l’Anci, l’associazione nazionale dei Comuni. Allungati i debiti e abbassati gli interessi, con un risparmio da poter mettere sulle carte. «Parliamo – ha spiegato l’assessore D’Ubaldi – di 241 posizioni, per un totale di 50 milioni di euro, con un allungamento del debito di dieci anni e una diminuzione degli interessi dello 0.5 per cento circa. Operazione che ci permetterà di risparmiare un milione e trecento mila euro circa per i prossimi due anni».
La polemica Sui conti è intervenuto anche il primo cittadino, il quale ha attaccato le recenti norme nazionali. «Il Comune di Terni – ha spiegato Di Girolamo – ha ricevuto soltanto 80mila euro dal fondo di perequazione, al contrario di Perugia che ha ricevuto molto di più pur essendo meno virtuoso nel settore della tassazione». Si tratta di una norma che prevede il poter accedere a dei fondi centrali in relazione a quanto si è versato anche in termini di tassazione. «Si tratta di un dispositivo – ha proseguito D’Ubaldi – che deriva da quel disastro che è stata l’eliminazione dell’Ici con il governo Berlusconi».
Caso Telecom L’assessore D’Ubaldi ha poi specificato la posizione del Comune rispetto al caso Telecom, dopo che l’azienda si è mossa per dimostrare di non dover nulla al Comune che invece ha inserito nel bilancio di previsione 5 milioni di euro per la Tosap del progetto Socrate per il cablaggio della città. «Attendiamo novità, fermo restando l’ipotesi di valutare anche una transazione con l’azienda. Nel caso non si potesse raggiungere, valuteremo a fine anno se eliminare la previsione di entrata dal documento».
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