di Marta Rosati
Archiviata la discussione sul Dup, dopo una lunga sospensione finalizzata di fatto a trovare un accordo in conferenza dei capigruppo, il consiglio comunale di Terni affronta la partita sulla nuova commissione per la qualità architettonica e il paesaggio. In aula per il voto restano 26 consiglieri, il M5s segue compatto lo streaming in un’altra stanza di Palazzo Spada.
Commissione qualità architettonica e paesaggio Ecco i prescelti che resteranno in carica per due anni: Alessio Patalocco per gli architetti, Matteo Fortini il suo vice; Giorgio Imperi e Tullio Andreoli, rispettivamente effettivo e supplente per gli ingegneri (partita giocata al ballottaggio); Alessandro Anasetti e il vice Carlo Fava per i geometri; Monica Capotosti, con vice Annamaria Meloni, esperte in beni architettonici; Marilinda Briganti come tecnico dei Beni ambientali e Pierluigi Venanzi suo supplente; Marco Turilli con Alessia Antonetti per il ruolo di tecnico barriere architettoniche. Componenti tecnici senza diritto di voto per le associazioni artigiane: Giorgio Petrelli e Giuseppe Flamini (supplente). Per le associazioni industriali Maurizio Battistelli (effettivo), Enzo Marinelli supplente.
Larghe intese I Grillini non hanno partecipato al voto, tanto meno hanno preso parte alla riunione dei presidenti. È in quella sede che si sarebbe consumata la costruzione di un accordo che, a parte una scheda nulla e un ballottaggio tra Imperi e Andreoli che ha favorito il più giovane, ha permesso l’elezione degli otto membri effettivi e dei loro supplenti al primo colpo.
Mal di pancia e rivelazioni «I consiglieri non sono stati messi nelle condizioni di scegliere i professionisti con criterio – è l’accusa del consigliere dem Stefano Desantis nei confronti dell’assessore all’urbanistica Francesco Andreani – non ci sono stati forniti i curricula dei nominati». Il meccanismo escogitato dalla giunta e messo a punto in una prima commissione infuocata, non piace ai Pentastellati che pretendevano maggiore potere del consiglio sulla decisione. Tra ‘i votanti’ c’è anche chi, vicino a orecchie indiscrete rivela: «La mia scheda di votazione era già bella che compilata».
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