di M. To.

L’attenzione è tutta concentrata sul voto del 12 ottobre, quando si eleggerà il nuovo presidente di quella Provincia che si voleva abolire. Ma più che di un presidente, se non si sta attenti, si potrebbe dover parlare di un commissario.

Il bilancio Entro il 30 settembre, infatti, deve essere approvato il bilancio preventivo dell’ente – la cosa appare piuttosto complicata – pena, appunto, il comissariamento. Vero è che il termine, pur apparentemente perentorio, di fatto è passibile di proroga da parte del prefetto. E Gianfelice Bellesini potrebbe, e nel caso certamente lo farà, concedere un allungamento dei tempi che, però, non potrà andare oltre i venti giorni. Poi toccherebbe comunque fare ricorso al commissario.

I soldi Allo stato attuale, si dice in Provincia, il bilancio non si può praticamente fare e – il problema, sembra un gioco di parole, è comune alla stragrande maggioranza delle realtà simili. Tanto che sono in corso febbrili trattative con il ministro dell’economia, Pier Carlo Padoan – un vertice è previsto anche per il pomeriggio di martedì – per convincerlo a ‘scucire’ un po’ di risorse.

Il sindacato Nel frattempo, però, il sindacato autonomo Usb della Provincia, che non esita a girare il coltello nella piaga, ricordando che il fantasma del commissario aleggia su palazzo Bazzani, pone cinque interrogativi a Leopoldo Di Girolamo, prossimo presidente dell’ente, visto che il suo sfidante – il sindaco di Porano, Giorgio Cocco – non appare in grado di metterne in discussione l’elezione.

I servizi Quali saranno, chiede l’Usb, «le politiche e gli obiettivi, per la gestione futura dei servizi al territorio e, soprattutto, come si intenderanno gestire servizi fondamentali per i cittadini, quali la vigilanza ed i controlli per la tutela ambientale e per la difesa del suolo, per la manutenzione delle strade, per le politiche del lavoro e la formazione professionale, in un quadro di insufficienza di risorse, di impossibilità a tutt’oggi, visti i tagli lineari imposti dai governi che si sono succeduti, di redigere un bilancio sostenibile?».

Il personale Quali saranno «le politiche per il personale, che attualmente, dopo i cittadini che hanno visto diminuire i servizi, è il solo a sostenere il peso dei suddetti tagli, dell’incertezza determinata da un quadro di interventi legislativi sulle Province, demagogici e contraddittori, che hanno portato ad una significativa progressiva contrazione dei loro già esigui salari?».

Le professionalità Il nuovo presidente «intenderà invertire finalmente la rotta, annullando quelle scelte che penalizzano e mortificano le professionalità interne, come l’azzeramento della struttura organizzativa, o assisterà passivo alla incredibile ed iniqua forbice retributiva, fortemente sbilanciata verso il comparto dirigenziale, molto sofferta dal personale dell’ente?».

La Regione Vorrà, chiede il sindacato «il nuovo presidente spendersi in un vero e forte contraddittorio con la Regione dell’Umbria, per riorganizzare le funzioni e rinegoziare deleghe, che negli ultimi tre anni sono state più che dimezzate a danno dei servizi al territorio, i quali sono perciò ridotti al lumicino e scongiurare in tal modo il dissesto dell’ente?».

Questo contenuto è libero e gratuito per tutti ma è stato realizzato anche grazie al contributo di chi ci ha sostenuti perché crede in una informazione accurata al servizio della nostra comunità. Se puoi fai la tua parte. Sostienici

Accettiamo pagamenti tramite carta di credito o Bonifico SEPA. Per donare inserisci l’importo, clicca il bottone Dona, scegli una modalità di pagamento e completa la procedura fornendo i dati richiesti.