di Massimo Colonna
L’acquisto dell’ex Foresteria di corso Tacito non interessa più alla Fondazione Carit. La conferma arriva direttamente dal presidente Mario Fornaci: «Resta l’attenzione per la struttura ma non l’interesse concreto, troppi cavilli». Di certo un passo falso per il Comune che puntava proprio sulla Fondazione per alienare la palazzina in stile Liberty in zona piazza Tacito, valutata, come da ‘Piano delle alienazioni’ allegato al bilancio di previsione 2015, 4 milioni e mezzo di euro.
Troppi cavilli «Resta la nostra attenzione alla struttura – spiega al telefono Mario Fornaci, presidente della Fondazione – ma l’interesse viene meno. Troppi lacci e cavilli nella trattativa. In particolare il fatto di dover eventualmente cambiare destinazione d’uso alla struttura per organizzarci poi mostre ed eventi culturali. In più la struttura deve essere ristrutturata in maniera consistente».
Questione di prezzo Fornaci non lo dice («Il prezzo? Di soldi non parlo») ma nella trattativa potrebbero aver avuto un peso anche i 4 milioni e mezzo di euro stimati da Palazzo Spada. Una somma a cui il potenziale acquirente avrebbe poi dovuto aggiungere anche i costi di ristrutturazione. «Posso solo dire – aggiunge il presidente della Fondazione Carit – che siamo già impegnati nel rifacimento di alcune parti del piano terra del nostro palazzo».
La Lega Nord Sul caso interviene anche la Lega Nord con una nota del consigliere regionale Emanuele Fiorini. «Tutta la vicenda fin dall’inizio – scrive in una nota – ci era apparsa poco trasparente. Fin dal mese di luglio la Lega Nord Terni aveva espresso perplessità sul modus operandi dell’amministrazione, che con questa manovra ha cercato di tappare un buco di bilancio da 12 milioni di euro e che adesso, come era facile immaginare, si ritrova con un pugno di mosche in mano. Questa è l’ennesima dimostrazione dell’inettitudine dell’amministrazione comunale ternana, bravissima a far chiudere in pareggio un bilancio solo grazie ad entrate virtuali a cui poi, alla fine, non corrispondono i fatti. É l’ennesima dimostrazione di un modo di fare che privilegia la forma a cui non corrisponde la sostanza; di un modo di fare che si fa beffa dei ternani e di quanti tutti i giorni e con tanti sacrifici, pagano le tasse al fine di godere dei servizi che poi, il Comune, come di consueto non eroga. Siamo di fronte ad un fatto estremamente grave, come è grave la mala gestione di una città che sta sprofondando nel barato più totale».
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